Published On: lun, gen 23rd, 2012

OGS CHIAMATO A STUDIARE I FONDALI CHE REGGONO LA COSTA CONCORDIA

Una task force di ricercatori dell’Ogs, l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale con sede a Trieste e Udine è partita sabato 21 per l’Isola del Giglio. L’intervento della squadra è stato sollecitato dalla Protezione Civile Nazionale, che ha chiesto all’Ogs di effettuare una serie di rilievi urgenti sotto la chiglia della Costa Concordia, pericolosamente in bilico su uno strapiombo la cui struttura e resistenza è tutta da verificare.

La squadra è composta da sei ricercatori dei due dipartimenti Rima e Gdl (geologi, tecnici e un ingegnere elettronico) che impiegheranno tecniche batimetriche di altissima precisione per fotografare l’attuale struttura e assetto del fondale, su cui le informazioni sono piuttosto scarse.

“Mediante una tecnica chiamata multibeam ad altissima risoluzione – dice Riccardo Ramella direttore del Dipartimento Rima di Ogs – otterremo una mappatura dettagliata del fondo marino su cui giace la Concordia. La tecnica si basa sull’invio di impulsi di onde acustiche ad alta frequenza che incidono sul fondale, e vengono parzialmente assorbite e riflesse consentendo di ricostruire la morfologia del fondo con dettaglio centimetrico”.

“La mappatura del fondo del mare con la sismica ad alta risoluzione offrirà un’immagine in 3D – dice Franco Coren, direttore del dipartimento Gdl – e ci darà informazioni sulla resistenza di rocce e sedimenti. Se sotto la nave c’è del granito, si potrebbe forse tirare un parziale sospiro di sollievo. Se invece scopriremo che ci sono sedimenti soffici avremo la conferma che la nave è a rischio in ogni istante”.

La convocazione della task force di Ogs è giunta venerdì 20 gennaio nel tardo pomeriggio, dalla Protezione Civile Nazionale, che si è messa in contatto con l’Istituto. La strumentazione piuttosto ingombrante e delicata è già in viaggio verso la sua destinazione. I ricercatori, invece, partiranno domani all’alba in modo da arrivare sul posto freschi e pronti alla dura giornata che li attende.

“Che venga richiesto il nostro intervento in una circostanza come la presente che sta catalizzando l’attenzione mondiale è certo motivo di orgoglio” commenta Maria Cristina Pedicchio, presidente di Ogs. “Ma è anche la conferma della qualità delle nostre ricerche e della presenza di Ogs al servizio del Paese”.

I ricercatori: Diego Cotterle, Emiliano Gordini, Davide De Ponte, Luca Baradello, Maurizio Grossi e Francesco fanzutti.

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