Mercoledì 15 settembre ricorre il quarto anniversario della morte di Orazio Bobbio, fondatore della Contrada nel 1976 e Presidente dello Stabile privato triestino fino alla sua prematura scomparsa nel 2006. Per tributare un omaggio a Bobbio, cui dal 2007 è intitolata la sala teatrale di Via Ghirlandaio, la Contrada propone per il quarto anno consecutivo una Serata d’Onore a lui dedicata.
Nei precedenti anniversari numerosi ospiti illustri e amici di Orazio hanno voluto rendergli omaggio ricordando il suo impegno trentennale in campo teatrale, ripercorrendo alcune delle tappe più importanti della storia del Teatro Stabile di Trieste, da lui guidato per trent’anni. Sono state riproposte, con una rappresentazione “a leggìo” e con una proiezione, la prima commedia allestita dalla Contrada nel 1976, “A casa tra un poco” di Roberto Damiani e Claudio Grisancich, e la prima commedia della trilogia sulla Trieste degli anni ’40 e ’50 che l’amico Tullio Kezich scrisse per la compagnia triestina: “L’Americano di San Giacomo”.
Il successo della passata edizione e l’interesse ancora molto vivo fra il pubblico triestino per il lavoro di Kezich hanno spinto a riproporre “I ragazzi di Trieste”, il terzo capitolo della trilogia che debuttò alla Contrada nell’ottobre del 2004. Questo titolo, assieme a “L’Americano di San Giacomo” e a “Un nido di memorie”, restituì alla città in forma scenica i tanti drammi e le vicissitudini della Trieste devastata dalla seconda Guerra Mondiale. Lo stesso Kezich, autore teatrale e giornalista affermato, “debuttò” con questa trilogia nel teatro vernacolare, affidandone l’interpretazione ad Ariella Reggio e Orazio Bobbio, per la regia di Francesco Macedonio.
Se il primo capitolo della trilogia – “L’Americano di San Giacomo” (1998) – era ambientato nel ’49, mentre il secondo – “Un nido di memorie” (2000) – ci mostrava Trieste alla fine della guerra nel ’45, “I ragazzi di Trieste” copre il periodo in mezzo, il 1946 e il 1947, vissuto attraverso gli occhi di un gruppo di giovani alle soglie della maturità. Matteo (in cui si rispecchiava lo stesso autore) e i suoi amici hanno tutti fra i 18 e i 20 anni e affrontano assieme il passaggio dall’adolescenza alla maturità, con tutte le incertezze che le diverse scelte di vita portano con sé.
A chi per amore o per lavoro lascerà Trieste, a chi rimarrà, agli amici che gli sono rimasti vicini e a quelli “fatti apposta per diventare ricordi”, Kezich dedicò questa commedia allegra e drammatica assieme, in parte storica in parte romanzata, che prima di parlare di guerra, di miseria o di realtà storica, parlava di un gruppo di ragazzi, con i loro sogni e le loro speranze, all’alba di un destino incerto.
Con Ariella Reggio e Orazio Bobbio negli unici due ruoli “adulti” dello spettacolo, “I ragazzi di Trieste” era interpretato da Maurizio Repetto, Paola Di Meglio, Manuel Fanni Canelles e gli allievi del primo corso per attori dell’Accademia Teatrale “Città di Trieste”: Sara Cechet, Vesna Hrovatin, Lara Komar, Fulvio Koren, Jason Richard Lonie, Gianmaria Martini – che a breve rivedremo sul palcoscenico del Teatro Bobbio nei panni di Tiberio Mitri – e Julian Sgherla. Le scenografie erano di Sergio D’Osmo e Federico Cautero, i costumi di Fabio Bergamo e le musiche di Livio Cecchelin.
La quarta Serata d’Onore per Orazio Bobbio avrà inizio alle ore 17.00 mercoledì 15 settembre presso la Sala “Giorgio Polacco” (adiacente al Teatro Bobbio in Via Limitanea 8).
Dopo una breve introduzione da parte di Livia Amabilino, Presidente della Contrada, avrà inizio la proiezione dello spettacolo.
L’ingresso alla Serata d’Onore per Orazio Bobbio è libero (fino ad esaurimento dei posti).