L’URSUS, il vecchio e glorioso pontone, testimone della storia marinara della nostra città, prigioniero all’interno del Porto Vecchio da oltre un anno, e quindi irraggiungibile perfino dai volontari del mare per un minimo di manutenzione e praticamente in totale stato di abbandono, da oggi è di nuovo finalmente libero. E’ stato infatti inaugurato infatti oggi (venerdì 3 settembre) alle ore 18.00 l’accesso all’ormeggio del Pontone presso la banchina 23 del Porto Vecchio (Molo IV).
“Ora – ha spiegato il Presidente della Guardia Costiera Ausiliaria, Roberto de Gioia – i volontari potranno finalmente operare e si potrà verificare lo stato del pontone che nei sei mesi di inaccessibilità si è purtroppo ulteriormente degradato, mostrando anche pericolose infiltrazioni d’acqua.
Ringraziamo perciò gli enti e i soggetti (nel dettaglio l’Autorità Portuale di Trieste, la Greensisam, la Trieste Terminal Passeggeri e la Dogana di Trieste) che hanno raccolto il nostro appello e ci hanno permesso di poter accedere alla Gru spostando il varco in un’area che non fosse recintata e preclusa al passaggio di mezzi e persone. Purtroppo però sono passati inutilmente sei mesi senza che potessimo accedervi, e sono stati sei mesi di incuria per il Pontone che già soffriva di vecchiaia e che hanno sicuramente contribuito a far peggiorare i suoi acciacchi.
Ora è quindi il momento per lanciare un nuovo appello alle istituzioni pubbliche e private e finora caduto nel vuoto per un finanziamento in grado di garantire la sopravvivenza stessa dell’Ursus ma più nell’immediato ci appelliamo nel frattempo a tutti i volontari che come noi vorranno dedicarsi – contribuendo a vario titolo ognuno secondo le proprie possibilità – alla manutenzione straordinaria urgente del Pontone per salvare il salvabile prima che sia troppo tardi”.
L’apertura premetterà, oltre a eseguire una regolare manutenzione ordinaria, di aprire la struttura anche ad altre attività soprattutto culturali come è stato con il recente Ursus multimedia project e stasera – con la presentazione alle ore 18.30 del libro di Roberto Sangermano “Racconto d’estasi e d’amore” a cura di Fabio Lamacchia e Fulvio Cazzador avremo un primo assaggio delle possibili future iniziative che si potrebbero e vorremmo organizzare a bordo.
“L’accesso sarà consentito però momentaneamente solo agli addetti ai lavori, mentre sarebbe stato bello poter far visitare il pontone ai turisti, alle scolaresche e magari tenervi qualche iniziativa o manifestazione. culturale. L’URSUS sarà infatti testominial della prima edizione del Convegno “Adriatic World” che si svolgerà a Trieste dal 2 al 5 giugno 2011, sarà teatro di immersioni e dimostrazioni subacquee e ospiterà la cena di gala con il Gotha mondiale degli esperti di fisiologia subacquea.
La posizione è ottima, potendo accedervi facilmente dal parcheggio del Molo IV, e come ribadito più volte, l’URSUS potrebbe rappresentare per la città una bella attrazione”.
“Accontentiamoci intanto dell’accesso – conclude de Gioia – ma la nostra prossima mossa sarà quella di cercare di convincere le autorità della possibilità di ulteriori iniziative.
La battaglia intanto va avanti. “Stiamo raccogliendo firme per la salvaguardia del pontone galleggiante: abbiamo superato quota 5mila e dopo la Barcolana le consegneremo alle autorità competenti per sensibilizzarle nei confronti di un possibile intervento. Se non lo otterremo, andremo avanti soli, facendo appello a tutti i soggetti di buona volontà, in particolare a chi è specializzato in interventi di questo tipo, proseguendo con il “fai da te”. L’unica cosa certa è che non abbandoneremo l’URSUS, perché si tratta di un bene della città e di un patrimonio storico che non può andare perduto”. Roberto de Gioia dopo il taglio del nastro ha relazionato sui recenti avvenimenti ed i futuri impegni della GCA, primo in ordine cronologico il programma di collaborazione della GCA alla “Barcolana 2010”.
LA STORIA DELL’URSUS
L’URSUS, interamente costruita nei Cantieri Triestini, rappresenta un’importante opera di ingegneria meccanica e navale che ha contribuito all’edificazione di opere portuali e costiere, ed è stato pure utilizzato nella realizzazione di quei progetti navali che hanno assegnato alla nostra cantieristica un primato di qualità che ancora oggi le appartiene. Per la struttura si sono ipotizzate numerose destinazioni, culturali, economiche e turistiche, ma alle parole non sono seguiti i fatti.
Si è parlato di Torre Eiffel triestina, di una terrazza con vista panoramica raggiungibile con ascensori a cremagliera, di sede museale, ma la realtà è che l’URSUS oggi giace priva di manutenzione in un angolo del Porto Vecchio.
La Guardia Costiera Ausiliaria del FVG finora si è fatta carico della gestione dello storico Pontone gru, che però è ora privo di qualunque sostegno economico che ne consenta la manutenzione e il riuso.