Le analisi sul mais dei campi adiacenti a quelli deliberatamente seminati a mais OGM hanno dato risultati positivi, ciò dimostra il rischio che tali varietà comportanto per le colture. Questo l’impatto accertato sulle altre piante di mais mentre nulla si sà dell’effetto sui microrganismi del terreno, sulle piante spontanee e su tutto l’ecosistema che circonda il campo coltivato. Il reato è chiaro (mancato rispetto della legge sementiera del 2001), il danno anche così come il responsabile, eppure la Magistratura non procede e la politica, Regionale e Nazionale, non si prende le proprie responsabilità.
Nonostante le dichiarazioni di principio di diversi esponenti politici Regionali anche la proposta di legge predisposta da un ampio gruppo di associazioni (la cosidetta società civile) e valutata positivamente da tutti i gruppi politici Regionali.
Chiediamo dunque che dalle parole si passi ai fatti:
- la Magistratura proceda alla opportuna gestione dei campi provatamente seminati con mais OGM e nei confronti dei responsabili;
- gli esponenti politici Regionali, di tutti gli schieramenti, dimostrino di pensare veramente quello che dichiarano firmando la proposta di legge per la “tutela della biodiversità e la prevenzione della coltivazione di varietà OGM” e si impegnino a calendarizzarne la discussione entro settembre. Fare ora proposte normative alternative risulterebbe in un ritardo la cui responsabilità sarà tutta a carico dello schieramento politico proponente;
- l’Assessorato Regionale si impegni a sostenere e lanciare delle filiere Regionali complete “OGM free”, unico modo per dare valore alle scelte di qualità dei singoli agricoltori ed allevatori. Siamo una terra in cui mais e soia non-ogm possono essere coltivati con facilità e profitto, si abbia la lungimiranza di sostenerne la coltivazione in Friuli per le filiere zootecniche locali e non solo.
- Non c’è più tempo: non agire significa rendersi complici di chi subdolamente ed illegalmente vuole creare una contaminazione di fondo che apra le porte dell’Italia e dell’Europa ai prodotti OGM che verranno sempre più coltivati lontano da noi ed al contempo marginalizzare i produttori locali.
Comunicato congiunto Aiab, Legambiente e WWF FVG