Prosegue a Tolmezzo fino al 26 settembre, nella splendida cornice di Palazzo Frisacco il suggestivo allestimento di arte contemporanea dal titolo Vette, primo tassello del nuovo progetto espositivo che l’agenzia Comunicarte gestirà per un anno nel nome del connubio arte & ambiente, in collaborazione con il Comune di Tolmezzo. La volontà dei curatori era quella di garantire una serie di iniziative proprio a partire dalle considerazioni che il luogo suscita, che la natura offre. Montagne dunque, e valli, da percorrere con il fisico e la mente. Dal basso verso l’alto si raggiungono le vette, della montagne ma altre vette si possono avvicinare: sono quelle della creatività e della ricerca artistica. Così tra le vette della montagna e quelle proposte dagli autori ed ospitate a Palazzo Frisacco con questa mostra, il cui titolo è appunto Vette, si innesca un cortocircuito volto a valorizzare il territorio con la consapevolezza dell’importanza del pensiero originale e creativo.
Proprio per dare voce a queste considerazioni, la struttura della mostra è suddivisa in livelli e sezioni; nel primo livello con “ARTISTI”, sono allestite opere di dieci autori che attraverso la pittura, l’installazione, la fotografia e il video, danno un contributo personale alle tematiche della mostra; il secondo “DOCUMENTI D’ARTE” è suddiviso a sua volta in tre sezioni: Collezionisti d’eccezione, Dieci anni d’Arte All’arte, Videoprogramme presenta tre nuclei di interesse e nello specifico la figura del collezionista Egidio Marzona – detentore di un eccezionale corpus di opere d’arte che arricchiscono musei europei come anche il Comune friulano di Verzegnis – una rassegna di prestigio internazionale legata al territorio toscano e una selezione di autori di video sloveni del SCCA – Ljubljana Center for Contemporary Arts.
Gli artisti inseriti in Vette si differenziano per generazione, poetica, metodologia operative e tipologia espressiva; ognuno pratica “sentieri” diversi e tutti anelano, tra esperienza dei sensi e quella della mente, a raggiungere nuove vette della conoscenza; chi attraverso azioni enigmatiche e anche beffarde come De Dominicis (del quale proprio nelle scorse settimane si è celebrata la grande personale al Maxxi di Roma), chi, come Rudiger che ritorna a Pasolini, con la riflessione sul ricordo e sulla trasmissione della memoria.
Alla pittura invece si rivolge chi, come Louis Nixon, guarda al fascino del taccuino di viaggio per la realizzazione di una pittura dal sapore documentativo, chi, come Manuela Sedmach inscena spazi mentali quali luoghi di contemplazione pura. Interesse per la materia, per ciò che resta dopo che il tempo tutto trasforma, è quello di Maria Elisabetta Novello con la sua cenere, mentre Muzzolini appare più proiettato verso la riappropriazione del proprio io anche attraverso l’ambiente naturale. La montagna, quella della poesia, idilliaca e lirica è quella individuata da Paolo Ravalico Scerri il quale però mostra anche segni di una malattia del mondo dovuta agli errori umani. Attraverso il linguaggio e la luce Uberti ci dice del suo interesse per l’ambiente mentre Giulio Frigo costruisce sistemi spaziali che focalizzano una forte attenzione per il pensiero razionale umano. Andrea Kvas è piuttosto interessato a decodificare materia e pigmento per le sue pitture che svelano un interesse analitico profondo e rivelatore.
Per illustrare e spiegare la mostra, vengono organizzati una serie di incontri con il pubblico, il prossimo appuntamento è fissato per venerdì 20 agosto alle 18.00 con una visita guidata all’esposizione ad ingresso libero: dopo la visita alla mostra, strutturata sul primo livello che presenta opere ed installazioni e il secondo con la documentazione di importanti realtà della scena artistica internazionale, l’incontro prevede un intervento sul linguaggio video tenuto da Paolo Ravalico Scerri, autore della mostra ed esperto di storia ed evoluzione di questo mezzo espressivo.