Giovedì 29 luglio, la programmazione del Premio alla Migliore Sceneggiatura Internazionale “Sergio Amidei”, sarà prevalentemente dedicata alla sezione Spazio Off: Documentario Italia dedicata a quella parte di cinema nazionale che ha saputo osservare il paese, sperimentando forme e linguaggi differenti.
Alle ore 11:30, all’interno del Palazzo del Cinema, sarà proposto Predappio in Luce (2008), scritto e diretto da Marco Bertozzi, storico del documentario, docente universitario, e regista.
Tranquilla cittadina nel cuore dell’Emilia, Predappio occupa, forse suo malgrado, un posto particolare nell’immaginario collettivo italiano. È qui infatti che nel 1883 nasce Benito Mussolini, ed è qui che egli sceglie di insediare la prima città di fondazione fascista.
Attingendo ai ricchissimi archivi dell’Istituto Luce, dell’AAMOD (Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico) e dell’Associazione Home Movies, Bertozzi ripropone un vasto campionario di sguardi sulla Predappio fascista, tra i momenti di intima quiete familiare e le affollate e roboanti celebrazioni del regime. Ad essi fa da corrispettivo la rappresentazione di un presente che appare come cristallizzato, schiacciato tra un mai sopito “turismo della memoria” (che gravita intorno alla tomba e alla casa natale del duce) e le nuove forme di una mitizzazione tutta consumistica, fatta di souvenirs e suppellettili del Ventennio.
Il viaggio nel cinema documentario continua grazie alla presenza sul palco del Premio Sergio Amidei di un ospite illustre, il giovane regista Pietro Marcello, atteso a Gorizia per presentare i suoi due lungometraggi, già acclamati dalla critica nazionale.
Pietro Marcello, nato nel 1976 a Caserta, è autore giovane e consapevole, osservatore attento della realtà che lo circonda, attratto fin dagli inizi dal linguaggio e dalla tecnica del documentario.
Nel 2002 realizza il radiodocumentario Il Tempo dei Magliari trasmesso da Radio 3 nel contenitore “Centolire”, da cui parte la sua carriera come autore, passando dai corti Carta e Scampia (2003), ai film documentario Il cantiere (2004) e La baracca (2005), fino a giungere alla realizzazione dei due lungometraggi in programma.
Alle ore 15:00 sarà introdotto direttamente dal regista Il passaggio della linea (2007). Il film si è aggiudicato una serie di importanti riconoscimenti a livello nazionale: Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia – Menzione speciale di Doc/It; Premio Biography Film, Menzione speciale e Premio Pasinetti Doc dei giornalisti del SNGCI; Levante Film Fest (2007): Miglior montaggio (Aline Hervé); Premio Libero Bizzarri – DOC Film Festival (2007): Premio “Libero Bizzarri” Fondo per lo Sviluppo; Bellaria Film Festival (2008): Premio Casa Rossa; Festival Officinema (2008): Premio Visioni Doc.
Il documentario narra la bizzarra e toccante storia di Arturo, europeista novantenne, che ha scelto di vivere sui treni. Nella sua lunga vita non ha mai smesso di cercare la libertà, quella libertà radicale, estrema, orgogliosa che richiede impegno totalizzante e fa paura a chi si limita a elogiarla senza rinunciare alle proprie abitudini. Il giorno in cui scenderà, sarà quello che lo vedrà arrivare all’ultima stazione, dalla quale inizia il viaggio più lungo di tutti.
A seguire, alle 16.30 sarà la volta dell’ultimo lavoro di Pietro Marcello, La bocca del lupo (2009), da lui scritto e diretto e premiato come migliore film al Torino Film Festival, Premio il Caligari Preis e il Teddy Award al Festival Internazionale del Cinema di Berlino, il David di Donatello e il Nastro d’Argento come Migliore documentario.
E’ un racconto d’amore tra due esseri ai margini, sullo sfondo di una città, Genova, e del suo porto. Nato come un documentario commissionato dalla Fondazione dei Gesuiti di San Marcellino del capoluogo ligure, il film si è aperto alla finzione in seguito ad un incontro fortuito del regista con l’immigrato siciliano Enzo Motta, protagonista del film; il carattere documentario, comunque, rimarrà nel DNA stesso dell’opera, attraversata da sequenze di repertorio, ritrovate da Sara Fgaier, autrice anche del montaggio, in cineteche e depositi privati di materiali audiovisivi, come l’archivio del Circolo dei Cineamatori Genovesi.
Alle ore 18 al Palazzo del Cinema si terrà un incontro dedicato allo Spazio Off: Documentario Italia alla presenza dei due ospiti, Pietro Marcello e Marco Bertozzi. L’incontro che intende tracciare la storia e fare il punto sull’attuale situazione del documentario in Italia sarà moderato da Roy Menarini.
La programmazione di giovedì 29 luglio continua, come di consueto, alle ore 21:00 al Parco Coronini Cronberg con il film in concorso Welcome (2009) scritto da Philippe Lioret, Emmanuel Courcol, Olivier Adam, Serge Frydman e diretto da Philippe Lioret.
Unico film straniero in concorso di quest’anno insieme a Soul Kitchen di Fait Akin, Lioret ci porta in un mondo fantastico raccontando la fiaba del giovane Bilal che attraverserà a piedi una terra inospitale per raggiungere il grande mare che lo separa dall’isola in cui è tenuta prigioniera la sua amata Mina, promessa sposa ad un uomo che non ama.
Welcome sarà anticipato dalla Scrittura breve, sezione sottotitolata quest’anno Indicazione Cinematografica Tipica improntata alla promozione e al sostegno dei talenti artistici e delle sinergie produttive nate e sviluppate sul territorio.
L’imprevedibile destino dei Caugich (2010) diretto da Denis Cedolin, Ivan Banovic, Matteo Sabbadini, Riccardo Sabbadini, Roberto Cardenas, Andrea Peressutti, Gianpaolo Trangoni, Zoran Krema è il cortometraggio in programma, vincitore del Premio Palazzo del Cinema – Hiša Filma, in quanto secondo classificato del Premio Collio Cinema – Maratona 6*60.
Per differenziare la proposta ed incontrare le esigenze di un pubblico variegato, a Palazzo del Cinema di Gorizia, riparte la programmazione alle 22:00, continuando il percorso all’interno degli Anni Sessanta con due grandi capolavori proposti nella sezione La Scrittura dell’Immaginario: Gli Anni Sessanta.
Alle 22 La visita (1963), scritto da Gino De Santis, Ruggero Maccari, Ettore Scola e diretto da Antonio Pietrangeli., una commedia amara e malinconica che rappresenta, forse, prima di Io la conoscevo bene, il miglior film di Pietrangeli e la più sensibile interpretazione di S. Milo, scoperta dal regista con Lo scapolo (1956).
A seguire Uccellacci e uccellini (1966), scritto e diretto da Pier Paolo Pasolini. Film-saggio di stimolante originalità, il quarto film lungo di Pasolini – operetta poetica nella lingua della prosa – propone in brevi favole e in poetici aneddoti una riflessione sui problemi degli anni ’60: crisi del marxismo, destino del proletariato, ruolo dell’intellettuale, approssimarsi del Terzo Mondo. Con la sua divagazione evangelico-francescana, è anche un apologo umoristico che in alcuni momenti ha l’umiltà e la densità del capolavoro. Due Nastri d’argento a Pasolini (soggetto) e Totò (attore). Premiato al Festival di Cannes.
Il Premio Sergio Amidei 2010 è realizzato dal Comune di Gorizia – Assessorato al Parco Culturale, dall’ Associazione di Cultura Cinematografica “Sergio Amidei”, dall’
Università degli Studi di Udine – DAMS Cinema di Gorizia, in collaborazione con
la Camera di Commercio I.I.A. di Gorizia, con il contributo della
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, della Fondazione della Cassa di Risparmio di Gorizia e della Provincia di Gorizia e con il patrocinio dell’ Ambasciata di Francia in Italia – servizio culturale.


