I parlamentari europei del Pd Debora Serracchiani, Vittorio Prodi e Guido Milana hanno chiesto che la Commissione europea dica “in quale sede è stata assunta la decisione di considerare l’acqua una merce come tutte le altre”.
I tre esponenti democratici hanno presentato l’interrogazione a seguito delle dichiarazioni del portavoce della Commissione Europea, Joe Hennon, il quale aveva dichiarato che l’esecutivo europeo “considers water to be a commodity like anything else”.
“La direttiva-quadro europea del 2000 sull’acqua – hanno ricordato gli europarlamentari – è basata sul principio che l’acqua stessa non è una merce come le altre, posizione più volte confermata dal Parlamento Europeo in alcune sue risoluzioni in cui si afferma che ‘essendo l’acqua un bene comune dell’umanità, la gestione delle risorse idriche non deve essere assoggettata alle norme del mercato interno’.
Serracchiani, Prodi e Milana hanno perciò chiesto alla Commissione di chiarire “se l’annuncio del portavoce Joe Hennon significa che è mutato l’orientamento politico di fondo, che almeno finora ha considerato l’acqua un servizio di interesse generale e dunque a valenza pubblica” e di confermare “il carattere di bene comune dell’acqua cui di conseguenza si debbono applicare politiche non necessariamente commerciali e di profitto, in particolare da parte del settore privato, il cui ruolo nella gestione dell’acqua ha in numerosi casi portato solo all’aumento artificioso dei prezzi riservati al consumatore finale”.