20:43 - giovedì 17 maggio 2012

“NET WORKS”: PRESENTATA OGGI LA MOSTRA DI PIERO TORESELLA, ALLESTITA NELLA SALA “UMBERTO VERUDA” DI PALAZZO COSTANZI, IN PIAZZA PICCOLA 2.


E’ stata presentata oggi, dall’assessore alla Cultura del Comune di Trieste Massimo Greco, la mostra “NET WORKS” dell’artista Piero Toresella, allestita nella Sala “Umberto Veruda” di Palazzo Costanzi, in piazza Piccola 2 e coorganizzata dall’assessorato comunale alla Cultura e dal Circolo aziendale Fincantieri – Wartsila Italia.
La mostra – che sarà inaugurata oggi pomeriggio, alle ore 17, alla presenza del direttore dell’Area Cultura Adriano Dugulin, del presidente del Circolo aziendale Fincantieri –Wartsila Italia, del curatore Enzo Santese e dell’artista Piero Toresella – sarà aperta al pubblico da venerdì 28 maggio a martedì 15 giugno, tutti i giorni, compresi i festivi, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20.
“Questa esposizione – ha sottolineato l’assessore Massimo Greco – lancia il suo messaggio di fortissima connotazione contemporanea nello spazio ‘rivisitato’ e riqualificato della prestigiosa sala di Palazzo Costanzi, nel pieno centro cittadino. Un’ubicazione congeniale proprio per compiere, in un’ottica di ‘democrazia culturale’, una vasta operazione da parte dell’Amministrazione comunale di valorizzazione dei talentuosi artisti triestini. Con questa innovativa esposizione di Piero Toresella, uomo dal passato imprenditoriale e politico, oltre che artista di alto livello e uomo attento alla contemporaneità, che vive intensamente il proprio tempo, la rinnovata sala Umberto Veruda acquista ‘eccellenza’ e siamo grati a Toresella per l’opportunità offertaci”.
Il critico Enzo santese ha poi elogiato l’opera pittorica di Piero Toresella, “vero out sider per quanto riguarda la pittura – partendo dalla fotografia – cui si è dedicato totalmente in una sorta di ‘ritiro’ silenzioso esprimendo al meglio la cultura della “poetica del sublime”, non tanto quella dell’800, piuttosto basandosi sul filosofo Jean Francois Lyotard, primo teorizzatore del ‘postmoderno’. E che stabilisce una sorta di ‘soglia’ tra felicità e infelicità, tra bello in natura e brutto in artificio. Toresella li traduce in ‘figurazioni’, in simboli che, rispetto a dieci anni fa, si sono rarefatti, riducendosi ad uno solo, la “rete”. Quale rappresentazione forte di una contemporaneità, dove la rete è il simbolo-discrimine tra l’idea di un tempo che scorre veloce e l’esistenza dell’uomo che confligge con questa idea, cogliendo nella figura quel senso della realtà che qualche volta sfugge. I suoi dipinti, giocati quasi esclusivamente tra i colori del bianco, nero e grigio, guizzano in superficie in segni che dinamizzano le figure e fanno emergere con forza l’espressione di un artista che lavora con la testa ma anche col cuore”.
Piero Toresella ha quindi parlato della sua crescita nella pittura nel corso degli anni ispirata inizialmente dal maestro Piero Lucano, insigne pittore triestino del ‘900: “partendo dalla fotografia ho cercato di estremizzare nell’esposizione per cercare di dissolvere le figure fino a renderle irriconoscibili, basandomi sempre sulla “estetica del sublime”, vale a dire sulla rappresentazione profonda del non rappresentato, cercando di rappresentare l’ “irrappresentabile”. E il tema di questi miei quadri è proprio il ‘tempo’, ciò che non riusciamo a cogliere perché legato al concetto di infinito, mentre la condizione umana è di ‘finitezza’e qui diventa figura simbolo di questa limitatezza, legata alla contemporaneità”.

Ufficio stampa Comune Trieste

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