16:49 - domenica 12 febbraio 2012

PROVINCIA DI TRIESTE: ENTRATO NEL VIVO MEMORIA E IMPEGNO, I VIAGGI DI CONOSCENZA NEGLI ORRORI DEI TOTALITARISMI

Entra nel vivo Il Progetto “Memoria e Impegno” proposto dall’Associazione “Tenda per la Pace e i Diritti di Staranzano”, e sostenuto dalla Provincia di Trieste e dalla Provincia di Gorizia. Si tratta di un percorso formativo, avviato il 21 gennaio 2010 e rivolto a giovani che frequentano le scuole superiori. Attualmente partecipano al progetto nove scuole del territorio provinciale di Trieste e Gorizia, nel complesso sono coinvolti più di 100 ragazzi.
Il progetto si propone di far conoscere ai giovani la realtà storica del ‘900 nel nostro territorio, ancor oggi così complessa e difficile da raccontare, fornendo loro strumenti e stimoli non ideologici di conoscenza, contribuendo così a rimuovere gli ostacoli che impediscono di valorizzare appieno le opportunità che l’identità multiculturale cui apparteniamo dovrebbe garantirci. Obiettivo ultimo del progetto è favorire l’impegno dei giovani contro le discriminazioni e le violenze che anche oggi sono presenti nella nostra società.
Nell’ambito del progetto sono stati suggeriti diversi settori possibili di approfondimento.
Uno di questi – che mira a superare la paura e la diffidenza dell’Altro, del “diverso”, dell’anormalità – riguarda “Razzismi, xenofobie, omofobie, discriminazioni nelle nostre comunità”. Il lavoro consiste nell’evidenziare situazioni di discriminazione concreta individuando poi gli “strumenti” per combatterle. Vengono altresì individuate e approfondite le realtà positive esistenti. In questo contesto si è sviluppata una positiva relazione con la direzione del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste e mercoledì 3 marzo, presso il Parco di S. Giovanni si è svolto un incontro indirizzato ai ragazzi ed alle ragazze che intendono approfondire la storia, ma anche l’attualità, della “salute mentale”. Durante l’incontro, condotto e guidato dal fotografo Marco Spanò dell’associazione Nadir e da Irini Karavalaki del Dipartimento, sono state proiettate immagini tratte dal ciclo di mostre fotografiche attualmente esposte presso il Parco.
Nei prossimi fine settimana (5-7 e 12-14 marzo) si svolgerà invece il viaggio in Croazia che pure fa parte del progetto e che toccherà i Campi di Jasenovac, Rab/Arbe e Goli Otok. Sarà un intenso percorso nelle tragedie che hanno caratterizzato la storia del ‘900 in questa parte d’Europa durante e dopo la seconda guerra mondiale. Al viaggio parteciperanno anche ex internati, rappresentanti dell’ANPPIA e della Provincia di Trieste.
Verranno visitati il Memoriale di Jasenovac, sede del più grande Lager realizzato dal regime ustaša di Ante Pavelic, attivato subito dopo l’invasione italo-tedesca nell’aprile del 1941 del Regno di Jugoslavia e l’insediamento dello stato indipendente di Croazia e chiuso alla fine di questa tragica esperienza nel maggio 1945. A Jasenovac furono barbaramente assassinate oltre 80.000 persone, in maggioranza serbi, oppositori politici, rom, ebrei, partigiani.
Dopo Jasenovac e la sosta a Zagabria, i partecipanti si sposteranno sull’isola di Rab dove fu realizzato e gestito dall’esercito italiano uno dei più famigerati campi di concentramento fascisti, destinato soprattutto a familiari di sospetti partigiani in lotta contro l’occupazione della Jugoslavia. Dalla metà del 1942 vi furono deportati migliaia di anziani, donne e bambini, soprattutto sloveni dalla Provincia di Lubiana, croati dai villaggi circostanti Fiume e dall’estate del 1943 anche ebrei dalla Bosnia e dalla Dalmazia. Nel campo morirono circa 1.500 persone.
Da Rab si visiterà l’isola di Goli Otok, campo di concentramento instaurato dal regime jugoslavo insediatosi dopo la fine della seconda guerra mondiale, dove furono “rinchiusi” in condizioni disumane e sottoposti a lavori forzati insostenibili decine di migliaia di oppositori del regime. Tra i reclusi vi furono anche una cinquantina di ex operai dei cantieri navali di Monfalcone, che avevano combattuto contro il fascismo ed il nazismo e avevano scelto di trasferirsi a Fiume dopo la nascita della Jugoslavia.
Infine, prima di rientrare in Italia, un’ultima tappa è prevista a Lipa, un villaggio a nord di Fiume, sede di uno dei più efferati crimini commessi durante l’occupazione nazista subentrata a quella italiana. Il 30 aprile 1944, per rappresaglia l’intero paese fu circondato e dato alle fiamme. 259 persone, anziani, donne e bambini, vi trovarono la morte.
All’interno del progetto, attuato con la collaborazione di numerose associazioni ed esperti in vari campi, in diversi Istituti superiori delle province di Trieste e di Gorizia si sono attivati gruppi di studenti che prima dell’8 maggio, data in cui è previsto l’evento finale del progetto “Memoria e Impegno”, realizzeranno lavori specifici, dall’intervista a testimoni sopravvissuti ai campi di concentramento all’approfondimento dei simboli e dei luoghi della memoria presenti nel nostro territorio, dalle discriminazioni del disagio sociale al tema del diritto d’asilo e delle migrazioni, che saranno raccolti e pubblicati sul sito www.memoriaeimpegno.org, creato grazie al contributo delle Province coinvolte alla fine dello scorso anno scolastico e che già ospita alcuni lavori realizzati dagli studenti coinvolti negli anni scorsi dai progetti educativi seguiti dalla Tenda per la pace e i Diritti.

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