3:35 - domenica 12 febbraio 2012

III° Festival Pianistico Internazionale – Giuseppe Andaloro

Continua il Festival Pianistico Internazionale organizzato al Miela dall’Associazione Musicale “Il Concerto”, e sabato 27 è stata la volta del giovane ma già affermato pianista palermitano Giuseppe Andaloro, nato nel 1982. Dopo gli studi a Caltanisetta, e le prime vittorie ai concorsi nazionali ed a quello internazionale di Stresa, inizia il rapporto per lui forse più importante, quello col Maestro napoletano Sergio Fiorentino. Appena sedicenne suona con l’Orchestra Scarlatti di Napoli il 4° Concerto di Beethoven; dopo i premi ricevuti ai concorsi di Pretoria e Tel Aviv, nel 1998 il Maestro Fiorentino muore, ed Andaloro gli dedica due premi, la medaglia d’argento del Concorso Città di Marsala e quella d’oro del Concorso “Durante” di Frattamaggiore. Seguono gli studi al Conservatorio di Milano, dove si diploma nel 2000 col massimo dei voti, ed i conseguimenti ai concorsi di Terni, Porto in Portogallo, Sendai in Giappone, il Premio Ravel, il “Casella” di Napoli, il Premio Venezia, il “Tasto d’oro” di Perugia, il “World Piano” di Londra, il Concorso di Casablanca, per arrivare finalmente alla vittoria nel 2005 del famosissimo Concorso “Ferruccio Busoni” di Bolzano.
Il suo repertorio spazia da Bach alla musica contemporanea, con esibizioni in tutto il mondo nelle sale e nei festival più importanti, suonando con le orchestre ed i direttori più prestigiosi; tra i vari CD, c’è quello inciso per la Associazione Chamber Music di Trieste con l’Orchestra da camera dei Filarmonici di Berlino ed un CD per la Naxos con musiche di Liszt.
Il suo programma di sabato è iniziato con la celebre Ciaccona di Bach nell’arrangiamento di Ferruccio Busoni, che Andaloro ha interpretato con energia, calore ed assoluta perfezione. Sono seguiti tre Preludi di Rachmaninov dall’Op. 32, il 12, 5 e 7, eseguiti con profondità ed introspezione.
Nella seconda parte Andaloro ha proposto la Novelletta op. 21 n. 1 di Robert Schumann, e due brani di Liszt, la Ballata n. 2 e la stranota Rapsodia Ungherese n. 2, la cui interpretazione è stata veramente magistrale: Andaloro non solo ha un completo controllo tecnico, ma lo mette interamente al servizio della musica, che così può cantare liberamente, e librarsi in volo.
Entusiasta il numeroso pubblico presente al Miela, che ha lungamente applaudito Andaloro; il giovane ma già maturo artista ha proposto come bis una trascrizione del Maestro Fiorentino del lieder “Widmung” (“Dedica”) di Schumann, in memoria di un suo amico recentemente scomparso in un incidente stradale.
Appuntamento sabato 6 marzo al Miela col pianista russo Eugeny Brakhman.

Alberto Godas

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