
Prosegue al Museo Revoltella la rassegna “art&cinema – futuristicherie”, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste in collaborazione con La Cappella Underground. Il secondo appuntamento del ciclo si terrà sabato 27 febbraio alle ore 17.30 all’Auditorium del Museo Revoltella: il critico cinematografico Lorenzo Codelli (collaboratore oltre che della Cappella Underground anche della Cineteca del Friuli e delle Giornate del Cinema Muto) affronterà il tema “dada, surrealismo e balletti meccanici” con la proiezione di una serie di filmati classici del cinema sperimentale prodotti da alcuni dei maggiori artisti della scena parigina negli anni Venti. L’iniziativa propone un percorso attraverso il futurismo, le avanguardie e il cinema al tempo di Giorgio Carmelich, prendendo spunto dalla mostra museale “Giorgio Carmelich. Futuristicherie. Viaggi d’arte fra Trieste, Roma e Praga” visitabile fino al 5 aprile. E’ previsto un biglietto unico di Euro 4 per la visita alla mostra di Giorgio Carmelich e accesso alle proiezioni.
Il movimento dada, nato ufficialmente a Zurigo nel 1916 su iniziativa di Tristan Tzara e diffuso in Francia da André Breton, riecheggiava ampiamente fin dal manifesto il Futurismo italiano, e dopo le divisioni interne al gruppo sconfinò naturalmente nel surrealismo a partire dal 1923.
Il programma esaminerà i rapporti fra alcuni dei maggiori esponenti artistici delle due avanguardie e il mondo del cinematografo. Fra i titoli in scaletta: Le retour à la raison (1923) del fotografo Man Ray, film commissionato da Tzara per una serata dadaista, realizzato con il procedimento dei rayograms, cospargendo la pellicola cinematografica di chiodi, spilli, molle, puntine da disegno e in seguito montando il tutto insieme a riprese dal vivo; Le ballet Mécanique (1924) del pittore Fernand Léger, pellicola dada di ispirazione cubista, costruita senza vincoli narrativi come una sorta di danza libera di corpi e oggetti, incentrata totalmente sul ritmo attraverso ripetizioni, rallentamenti e accelerazioni; Anémic cinéma (1926) di Marcel Duchamp, anticipatore dell’arte concettuale, filmato composto da una serie di dischi ottici rotanti, composti con immagini geometriche dall’effetto ipnotico e frasi prive di senso costruite su giochi di parole. Del regista René Clair, il cui film d’avanguardia più noto è quell’Entr’acte realizzato nel 1924 assieme a Erik Satie, Francis Picabia, Marcel Duchamp e Man Ray, sarà proiettato il cortometraggio Paris qui dort (1925), storia surreale di una Parigi addormentata raggio misterioso di uno scienziato pazzo. In programma infine anche il famosissimo Un chien andalou (1929) scritto, prodotto ed interpretato da Luis Buñuel e Salvador Dalí: con la sua celebre sequenza iniziale dell’occhio tagliato, il film esprime fin dalle prime inquadrature il senso della rivoluzione estetica surrealista, che intende portare alla coscienza dello spettatore tutto ciò che non si era mai visto, anche sull’onda delle teorizzazioni della psicanalisi.
Il terzo appuntamento della rassegna è previsto per sabato 13 marzo con la conferenza su “cinema e futurismo” a cura di Carlo Montanaro (Accademia di Belle Arti, Venezia) con proiezione di estratti dai film La paura degli aeromobili nemici (Italia, 1915) di André Deed, La guerra e il sogno di Momi (Italia, 1917) di Segundo de Chomon e Giovanni Pastrone, Stramilano (Italia, 1929) di Corrado d’Errico e altri filmati di clima futurista.
Ufficio stampa Comune Trieste