Si è aperta giovedì 18 la rassegna concertistica “Il 18 alle 18” organizzata dall’Associazione Chamber Music presso il Palazzo del Governo. La serata era in favore della Comunità di San Martino al Campo guidata da Don Mario Vatta, che ha spiegato come l’idea per il nome della Comunità sia venuta dalla Chiesa di St Martin-in-the-Fields a Londra, dove i barboni e gli homeless hanno la possibilità, oltre all’accoglienza, di ascoltare le prove dell’omonima celeberrima orchestra e coro, con concerti dedicati; infatti il suo motto, coniato dal suo Vicario dei primi del ‘900 Dick Sheppard, è “La Chiesa dalla porta sempre aperta”.
Ospite della serata il giovane Quartetto d’archi napoletano Savinio, dallo pseudonimo del celebre pittore De Chirico; suoi membri Alberto Maria Ruta e Rossella Bertucci, violini, Francesco Solombrino, viola e Lorenzo Ceriani al violoncello. Il Quartetto è nato alla Scuola di Musica di Fiesole sotto la guida di Piero Farulli e Andrea Nannoni, ha studiato con i famosi docenti Norbert Brainin, Milan Skampa e Hatto Beyerle, ed ha vinto prestigiosi premi a concorsi internazionali, tra cui il “Dimitri Shostakovich” di Mosca. Ha suonato in numerosi concerti italiani, tra cui quelli del Quirinale trasmessi da Radio 3, ed all’estero; si è esibito col pianista Michele Campanella per il Telethon 2006, ed ha inciso CD per le riviste Amadeus e Classic Voice, tra cui l’integrale dei Quartetti di Cherubini, di cui il Quartetto ha suonato giovedì il Quartetto n. 1 in mi bemolle maggiore.
Il concerto è iniziato con il famoso Quartetto in si bemolle maggiore op. 76 n. 4 “Aurora” di Franz Joseph Haydn, che ha fatto apprezzare l’elevata qualità interpretativa del Savinio, dotato di grande equilibrio tra i suoi membri. Molto interessante la sua interpretazione del Quartetto di Cherubini, di cui si conosce solamente il Minuetto, a discapito di tutto il resto della sua produzione, tra cui appunto i Quartetti d’archi. Il Savinio gli ha reso piena giustizia, con una lettura fresca e vivace che ne ha evidenziato le doti compositive.
Pieno il consenso finale da parte del numeroso pubblico, e come bis il Savinio ha eseguito il Minuetto…non di Boccherini ma dal Quartetto in re minore K 421 di Mozart.
Alberto Godas



