Il regista Cosimo Damiano Damato sarà ospite a Trieste di FilMakers, in un evento in collaborazione con Bonawentura: domenica 21 febbraio alle ore 21.45 incontrerà il pubblico del Teatro Miela in occasione della proiezione del suo prezioso documentario Alda Merini – Una donna sul palcoscenico. Il film viene proposto in anteprima regionale esclusiva dopo essere stato presentato come Evento Speciale alle Giornate degli Autori nell’ultima Mostra del Cinema di Venezia, poco prima della scomparsa della grande poetessa avvenuta l’1 novembre 2009.
DOMENICA 21 FEBBRAIO TEATRO MIELA
Ore 20.30 e ore 22.15 proiezione di Alda Merini – Una donna sul palcoscenico (Cosimo Damiano Damato, 2009)
Ore 21.45 incontro con Cosimo Damiano Damato
Alda Merini – Una donna sul palcoscenico (2009)
Regia: Cosimo Damiano Damato. Direttore della Fotografia: Giuliano Grittini. Interpreti: Alda Merini, Mariangela Melato.
Alda Merini- Una donna sul palcoscenico è un film-documentario girato in presa diretta nella casa di Alda Merini, dove la poetessa dei Navigli si abbandona ad un racconto di sé puro ed elegiaco, mettendo a nudo la sua anima. Un incontro fatto di gesti, parole, sguardi. Un dialogo privato che trasuda dolore ma che rivela l’anima più segreta e nascosta della Merini, la sua sapienza antica e il suo candore. La poetica, la filosofia, la genialità della Merini viene raccontata dal regista Damato grazie ad un canovaccio che affronta i temi del dono della poesia, del misticismo, della seduzione, della musica, un dialogo che diviene confidenza, afflato dell’anima, laddove si parla del dolore, delle brutture del manicomio, della follia riversata a piene mani nella poesia, del mistero di Cristo e della passione.
“Un giorno io ho perso una parola, sono venuta qui per dirvelo e non perché voi abbiate risposta. Non amo i dialoghi o le domande, mi sono accorta che cantavo in un’orchestra che non aveva voci. Ho meditato a lungo sul silenzio. Al silenzio non c’è risposta.”
Questi sono i primi versi inediti del prologo scritto da Alda Merini e che prendono vita grazie alla voce di Mariangela Melato, interprete di alcune poesie inedite. Il documentario assume i toni di un vero e proprio recital nel momento in cui la Merini recita alcune delle sue pagine poetiche più intensamente liriche, come Genesi, Lirica Antica e Lettere. Nel film Alda si rivela una vera eterna musa, si siede al pianoforte e con la magia delle sue mani accenna alcune note di Johnny Guitar. Ma dal ritratto quotidiano della grande poetessa emergono anche momenti esilaranti, giocati sul filo dell’ironia e della complicità del “riso come antidoto al terrore” direbbe Chaplin. Alda si racconta con grazia: la sua voce è armonia pura per l’anima. Sorride e si commuove mentre parla di medici, elettroshock, maternità e poesia. Una donna sul palcoscenico è anche un viaggio per immagini del maestro Giuliano Grittini. Grande amico della Merini, Grittini è riuscito a penetrare con la sua fotografia l’anima della poetessa.
Note di regia:
Il mio è un film sulla poesia. Ho voluto raccontare oggi, nel ventunesimo secolo, la vita di un’artista, la storia di una donna che vive di poesia e grazie alla poesia. Il mio è un vero innamoramento verso la poetessa dei Navigli, sedotto dalla forza delle sue parole e dalla profondità del suo sguardo. In questi tre anni di frequentazioni ho avuto la fortuna di toccare con mano la genialità di questa donna: entrando in quella casa ho respirato un’armonia e una serenità generate proprio dal quell’equilibrio precario e dal caos che vi dimora. Ho assistito al parto di alcune poesie durante le riprese del documentario, come nel caso di A Christian. Poesia per un figlio. Alda, mentre respirava la vita succhiando avida il filtro delle sue sigarette, abbandonata sul suo letto-talamo della cultura fra libri, fogli dattiloscritti, abiti vintage e fotografie che la ritraggono dinanzi al manicomio Paolo Pini, prigione della sua passionalità giovanile – mi guarda e mi dice: “Le regalo una poesia” – chiude gli occhi e quasi in un’estasi poetica, con le dita innalzate al cielo partorisce una lirica intensa che è negazione della poesia stessa, una provocazione da carpe diem oraziano:
“Figlio ricordati
La musica della vita è sempre quella
Una sola persona non può avere mille duemila fogli
Un solo albero non può avere mille duemila frutti
E quando sei solo
Ricordati che la verità più grande
È la tua identità.
Lascia la poesia
Rinnegala
Vivi la vita giorno per giorno
Mangia il tuo pane quotidiano dei tuoi giovani anni.”
Desideravo raccontare la Merini vera, quella che piange pensando ai suoi figli strappati al suo seno dal manicomio, quella che ha amato la poesia fino a rischiare la vita stessa. Una scelta stilistica che mi ha portato ad un grande sacrificio, tre anni di lunghe attese sotto la sua casa sui Navigli, tre anni anche di rifiuti, ripagati, poi, da lunghi abbracci e tenerezze. A volte ho anche spento la telecamera commuovendomi con lei, altre ho lasciato la mia commozione come colonna sonora del suo racconto, altre ho sentito il suo dolore fluire e scorrere dalle sue mani calde. Credo che il mio sia un film onesto e rispettoso ed anche coraggioso come è stato del resto il produttore Angelo Tumminelli. In questo viaggio ci sono stati molti compagni come il fotografo Giuliano Grittini, un uomo che si prende amorevolmente cura della poetessa, quasi dimenticata dalla su città Milano.
Il prologo Una donna sul palcoscenico, che nel film viene interpretato in maniera vibrante dalla voce densa di Mariangela Melato, è nato al telefono nel dicembre del 2006. In un pomeriggio di pioggia ho sentito la Merini al telefono che senza nemmeno salutarci mi dice: “Ha una penna? Scriva: Una donna sul palcoscenico…..un giorno io ho perso…”. Ero in un bar e nella confusione mi sono chiuso in un bagno ed ho scritto i suoi versi dettati al telefono. Spesso penso che se in quel momento non avessi avuto la possibilità di scrivere, il mondo avrebbe perso un dono della poesia.
Alda è la Dante rock, un patrimonio ed orgoglio della cultura italiana, una vera donna sul palcoscenico.
FilMakers 2009-2010 è organizzato dall’AGIS – Sezione Territoriale di Trieste con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e della Provincia di Trieste. Come ogni anno, la rassegna prevede gli incontri con il pubblico di figure storiche del cinema italiano e di alcuni tra i più interessanti autori del cinema italiano contemporaneo: in passato, sono stati ospitati nomi del calibro di Paolo Virzì, Pupi Avati, Carlo Verdone, Carlo Mazzacurati, Marco Bellocchio, Ferzan Ozpetek, Ambra Angiolini, Maya Sansa, Giuseppe Piccioni, Silvio Orlando, Giuseppe Tornatore, Bobby Paunescu, Monica Birladeanu, Giorgio Diritti, Sergio Castellitto, Margaret Mazzantini.