I “Sillabari” di Goffredo Parise sono come piccoli poemi in prosa. Scritti alla metà del secolo scorso ci sorprendono ancora oggi con la loro freschezza, per l’immediatezza quasi infantile del racconto, per la magia umile ed alta dei personaggi. Vediamo bambini stupiti in un mondo ambiguo, vecchietti arrabbiati in una società allo sbaraglio, donne sole dal quieto bovarismo periferico e uomini ancora ingenui nella lotta per la sopravvivenza.
Era l’Italia che cambiava velocemente nelle maglie di una lunga guerra e dava origine all’attuale bel paese. Lo spettacolo disegna alla brava figure e figurine dei vari racconti articolati fra gli anni ‘40 e ‘60, cui fanno eco le canzonette con la loro modesta letteratura quasi sciatta, ma assai pertinente alla realtà storica.
Torna in scena alla Contrada l’eclettico Paolo Poli con “Sillabari”, spettacolo tratto dall’opera di Parise e riadattato per il palcoscenico dallo stesso Poli, che ne cura anche la regia. Le varie ambientazioni, che si rifanno alla grande pittura del Novecento, sono di Emanuele Luzzati, gli sgargianti costumi sono di Santuzza Calì, le musiche allusive di Jacqueline Perrotin e le coreografie divertenti di Alfonso De Filippis. Con Poli in scena troviamo Luca Altavilla, Alberto Gamberini, Alfonso De Filippis e Giovanni Siniscalco.
Prodotto dalla Compagnia Paolo Poli, “Sillabari” è l’ottavo spettacolo in abbonamento della Stagione della Contrada e debutta al Teatro Orazio Bobbio venerdì 19 febbraio alle 20.30; repliche fino a domenica 28 febbraio con i consueti orari del teatro: serali 20.30, martedì e festivi 16.30, lunedì riposo. Parcheggio gratuito all’interno della Fiera di Trieste (ingresso principale in P.le De Gasperi) per tutte le recite.


Paolo Poli alla Contrada con “Sillabari”
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