Archive for febbraio, 2010

La sentenza del tribunale di Milano di condanna a sei mesi di reclusione per violazione della privacy a tre fra ex e attuali manager del più famoso e ricco motore di ricerca al mondo merita un ragionamento. Il video, girato a fine maggio 2006 e lanciato in rete quattro mesi dopo, riprendeva un ragazzo austriaco vessato dai compagni: c’è chi lo spintona, chi gli lancia oggetti, chi lo sbeffeggia scrivendo SS sulla lavagna e facendo il saluto fascista, nell’indifferenza generale della classe che resta a guardare e filmare col proprio videofonino.

Quelle immagini caricate su Google sono rimaste lì per due mesi totalizzando ben 5.500 contatti.

Tutti hanno riconosciuto la natura biasimevole del materiale, ma la stragrande maggioranza si è detta in disaccordo sul fatto che la responsabilità preventiva dei contenuti caricati dagli utenti ricada sugli internet service provider.

Quella pronunciata dal giudice Oscar Magi è la prima sentenza che affronta il problema dei limiti e della regolamentazione della rete, per sua natura uno strumento senza barriere. Tanti esponenti che hanno la possibilità di diffondere la loro opinione si sono detti contrari a porre dei paletti parlando, ancora una volta, di censura, e Google non ha esitato a definire la condanna un attacco ai principi fondamentali di libertà sui quali è stato costruito internet.

D’accordo che la rete è uno strumento eccezionale da diffondere sempre più, ma per favore nessuno dica che corre il pericolo di essere calpestato. Il principio fondamentale della libertà di espressione in internet è vitale, ma altrettanto vitale e importante è il rispetto di se stessi e degli altri, spesso se deboli.

Il verdetto in questione è ben articolato perché gli imputati sono stati, infatti, assolti dall’accusa di diffamazione. E’ detto che i manager non avevano l’obbligo giuridico di controllare quello che veniva scaricato, quindi il reato non sussiste. La diffamazione sarebbe scattata solo se dolosamente avessero omesso il controllo, ignorando la presenza di quel video pur essendone a conoscenza. Non è passato il principio sostenuto dall’accusa, ovvero l’obbligo di una censura preventiva sui contenuti pubblici in rete. Una condanna per diffamazione avrebbe sancito l’obbligo di censura preventiva da parte degli hosting provider su internet.

Il riconoscimento del reato di violazione della privacy è, invece, conseguenza della finalità di lucro di Google. Questo non è stato e non è un processo sulla libertà della rete, come alcuni hanno sostenuto, ma sui diritti della persona e la libertà di impresa che non può mai prescindere dalla tutela della dignità umana. Google poteva e doveva togliere il video e non lasciarle lì per due mesi.

La rete dev’essere libera, ma se degli idioti, non dei bulli, degli idioti immettono on line simili video il provider deve, poi, toglierlo. Questa non è censura, ma rispetto umano. Nel caso di specie richieste di togliere quel video dalla rete erano giunte da molti. Perché Google non l’ha fatto?

E a proposito di cose che non vanno in internet richiamo l’attenzione, ancora una volta, anche sulle truffe come quella, l’ultima, su facebook. Due giovani veronesi sono stati denunciati per frode informatica, sostituzione di persona e truffa, accesso abusivo ad un sistema telematico.

Erano riusciti a rubare l’identità di un altro ragazzo e a spacciarsi per lui, venire i contatto con i suoi amici e cercare di farsi dare del denaro a nome suo. Ma una ragazza ha fiutato la truffa, vedendosi chiedere da quell’amico, all’improvviso, un prestito di 500 euro. Ha interpellato conoscenti e amici del ragazzo scoprendo cosi che alcune dichiarazioni avute su internet non combaciavano con la figura del suo amico.

La Polizia Postale di Padova ha predisposto la trappola che ha portato alla scoperta dei due truffatori. I due, spacciandosi sempre per l’amico della giovane, hanno chiesto alla ragazza di incontrarsi in un determinato punto della città per la consegna del denaro. Lei si è presentata, accompagnata dagli uomini della Mobile Veronese che ha bloccato i due giovani con le mani nel sacco. Per loro una denuncia per truffa e frode informatica.

Daniele Damele

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Continua il Festival Pianistico Internazionale organizzato al Miela dall’Associazione Musicale “Il Concerto”, e sabato 27 è stata la volta del giovane ma già affermato pianista palermitano Giuseppe Andaloro, nato nel 1982. Dopo gli studi a Caltanisetta, e le prime vittorie ai concorsi nazionali ed a quello internazionale di Stresa, inizia il rapporto per lui forse più importante, quello col Maestro napoletano Sergio Fiorentino. Appena sedicenne suona con l’Orchestra Scarlatti di Napoli il 4° Concerto di Beethoven; dopo i premi ricevuti ai concorsi di Pretoria e Tel Aviv, nel 1998 il Maestro Fiorentino muore, ed Andaloro gli dedica due premi, la medaglia d’argento del Concorso Città di Marsala e quella d’oro del Concorso “Durante” di Frattamaggiore. Seguono gli studi al Conservatorio di Milano, dove si diploma nel 2000 col massimo dei voti, ed i conseguimenti ai concorsi di Terni, Porto in Portogallo, Sendai in Giappone, il Premio Ravel, il “Casella” di Napoli, il Premio Venezia, il “Tasto d’oro” di Perugia, il “World Piano” di Londra, il Concorso di Casablanca, per arrivare finalmente alla vittoria nel 2005 del famosissimo Concorso “Ferruccio Busoni” di Bolzano.
Il suo repertorio spazia da Bach alla musica contemporanea, con esibizioni in tutto il mondo nelle sale e nei festival più importanti, suonando con le orchestre ed i direttori più prestigiosi; tra i vari CD, c’è quello inciso per la Associazione Chamber Music di Trieste con l’Orchestra da camera dei Filarmonici di Berlino ed un CD per la Naxos con musiche di Liszt.
Il suo programma di sabato è iniziato con la celebre Ciaccona di Bach nell’arrangiamento di Ferruccio Busoni, che Andaloro ha interpretato con energia, calore ed assoluta perfezione. Sono seguiti tre Preludi di Rachmaninov dall’Op. 32, il 12, 5 e 7, eseguiti con profondità ed introspezione.
Nella seconda parte Andaloro ha proposto la Novelletta op. 21 n. 1 di Robert Schumann, e due brani di Liszt, la Ballata n. 2 e la stranota Rapsodia Ungherese n. 2, la cui interpretazione è stata veramente magistrale: Andaloro non solo ha un completo controllo tecnico, ma lo mette interamente al servizio della musica, che così può cantare liberamente, e librarsi in volo.
Entusiasta il numeroso pubblico presente al Miela, che ha lungamente applaudito Andaloro; il giovane ma già maturo artista ha proposto come bis una trascrizione del Maestro Fiorentino del lieder “Widmung” (“Dedica”) di Schumann, in memoria di un suo amico recentemente scomparso in un incidente stradale.
Appuntamento sabato 6 marzo al Miela col pianista russo Eugeny Brakhman.

Alberto Godas

Una Pallanuoto Trieste praticamente perfetta si sbarazza facilmente del Como (12-7 il risultato) fanalino di coda del campionato e chiude il girone di andata conquistando altri 3 punti preziosi nella corsa per evitare i play-out. Gli alabardati risalgono al 9° posto a quota 13, rimettendosi alla spalle il Chiavari superato in casa dal Plebiscito Padova. Ma a questo punto sembrano davvero coinvolti nella corsa salvezza anche Brescia (1 punto nelle ultime 4 giornate) e Bologna, battuto in casa dal sorprendente Vigevano. Al giro di boa del campionato quindi la situazione è sempre più indecifrabile, con 5 squadre che probabilmente lotteranno sino all’ultimo turno per evitare i play-out.
La strada che porta alla salvezza è comunque ancora lunga per la Pallanuoto Trieste, ma se la squadra di Marinelli continuerà ad esprimersi su questi livelli allora non dovrebbero esserci particolari problemi a risalire ancora in classifica. Anche contro il Como, ultimo della classe ma non certo squadra arrendevole, Brazzatti e compagni hanno disputato una buonissima gara. L’avvio della Pallanuoto Trieste è devastante per le velleita dei lombardi: grande velocità, attenzione difensiva e perfette esecuzioni in attacco. Dopo 2′30” di studio apre le marcature capitan Brazzatti, che finalizza un bel possesso in superiorità numerica (8/8 la straordinaria percentuale dei triestini in zona). Il raddoppio lo firma Aaron Giorgi, con un secco tiro dai 5 metri che fulmina Brida. Negli ultimi 2′ del tempo la marea triestina non si ferma. Prima Brazzatti con l’uomo in più, poi Giacomini dopo una poderosa azione personale conclusa con un diagonale sul secondo palo, infine Miroslav Krstovic trascinano la squadra di casa su un 5-0 al termine del primo periodo che suona come una sentenza anticipata sul match. La squadra di Marinelli non si ferma e nel secondo periodo chiude definitivamente i conti. Schiaffino sigla il 6-0 con un secco tiro al volo in superiorità numerica, Como accorcia con Damonte (con probabile deviazione della difesa alabardata), ma negli ultimi 2′ del tempo è ancora Trieste a dettar legge e arrivano le reti di Giacomini e Krstovic. Si va al cambio di campo con i padroni di casa avanti per 8-1, gara praticamente già in ghiaccio.
La seconda parte del match è ovviamente più equilibrata. La Pallanuoto Trieste abbassa il ritmo di gioco, Como reagisce d’orgoglio e limita un po’ un passivo piuttosto pesante. Nell’ultimo tempo poi Marinelli inserisce anche Marco Zanotto, 16 anni, al suo esordio in prima squadra, un altro talento prodotto dal vivaio della società del presidente Samer.
E sabato prossimo alla Bianchi (si gioca alle 20.30) sarà di nuovo derby del Triveneto con un Plebiscito Padova capolista del campionato. Sarà una lunga settimana di preparazione per la Pallanuoto Trieste.

PALLANUOTO TRIESTE – COMO 12-7 (5-0; 3-1; 3-2; 1-4)
PALLANUOTO TRIESTE: Valeri, M. Namar, Brazzatti 2, Ferreccio, Giorgi 2, Krstovic 4, Maver, Zanotto, G. Namar, Henriques, Schiaffino 1, Planinsek, Giacomini 3. All. Marinelli
COMO: Brida, F. Baldinelli, Pagani 1, Trebeschi, Basic 1, Orsini, Galvani, Dato 1, A. Baldinelli, Valentino, Gaffuri 3, Damonte 1, Rocchi. All. Pozzi
Arbitri: Barbieri di Modena e Tranchida di Palermo
NOTE: nessuno uscito per falli; superiorità numeriche Trieste 8/8, Como 3/10; spettatori 400

Gli altri risultati (ultima giornata di andata): President Bologna – Vigevano 7-8, Chiavari – Plebiscito Padova 6-9, Pallanuoto Brescia – Camogli 9-11, Quinto – Bergamo 9-7, Modena – Torino 7-8
La classifica: Padova 28, Camogli 26, Quinto 22, Torino 21, Bergamo 19, Brescia 16, Bologna 15, Vigevano 14, Pallanuoto Trieste 13, Chiavari 11, Modena 3, Como 0

Riorganizzazione e riqualificazione della rete ospedaliera, potenziamento dei servizi territoriali, criteri piu’ rigorosi di accreditamento dei privati: sono questi, secondo la Cgil del Friuli Venezia Giulia, alcuni degli obiettivi prioritari che dovrebbe porsi il nuovo piano sanitario regionale. Giuliana Pigozzo, responsabile welfare della segreteria regionale Cgil, si e’ detta ”delusa” dall’ultimo incontro sul piano sanitario avuto con gli assessori regionali alla Salute e al Personale. ”Nulla cambia sia riguardo alla dotazione finanziaria sia sul personale ¿ ha rilevato in una nota ¿ e in questa situazione ogni progetto di piano resta un documento vuoto”. ”Il taglio della spesa sanitaria, con un tetto di crescita fissato all’1,76%, contro il 4,5% degli anni scorsi, pone una pesante ipoteca – secondo Pigozzo – sul mantenimento del livello di qualita’ raggiunto dal nostro sistema, sui livelli essenziali di assistenza e sugli obiettivi da realizzare”.

Il giovane che e’ morto nella notte sull’autostrada A23, Udine-Tarvisio, in comune di Trasaghis (Udine), e’ Paolo Piazza, 28 anni. L’auto sulla quale si trovava con altri due giovani viaggiava verso Tolmezzo quando, probabilmente per un colpo di sonno, il conducente non si e’ accorto di un cantiere che bloccava la corsia di sorpasso. L’auto ha tamponato un camion fermo. Gli altri due occupanti sono rimasti praticamente illesi. Uno solo e’ stato ricoverato per degli accertamenti all’ospedale di Udine.

Un incidente stradale e’ avvenuto nella notte ad Arta Terme (Udine), sulla strada provinciale 111.Un’automobile sulla quale viaggiavano tre giovani e’ uscita di strada per cause ancora in corso di accertamento. Due giovani sono morti sul colpo mentre una terza persona e’ stata trasportata in gravi condizioni all’ospedale di Tolmezzo (Udine). Sul posto e’ intervenuta la Polizia stradale del distaccamento di Tolmezzo (Udine).

In un incidente avvenuto questa notte alle ore 2.20 circa sull’A23 Udine-Tarvisio – nel tratto compreso tra Gemona e Osoppo in direzione di Tarvisio – tra un’autovettura ed un mezzo pesante, una persona e’ morta ed altre due sono rimaste ferite. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti il personale di Autostrade per l’Italia, la polizia stradale, i vigili del fuoco ed il soccorso meccanico e sanitario. Cause e dinamiche del sinistro sono in fase di accertamento da parte della polizia stradale.

E’ deceduta venerdì , al Civico Aquario Marino di Trieste, Pulcinella, pinguino femmina di 14 anni e ultimo della lunga serie di questi animali che via via avevano trovato casa all’Aquario delle Rive, attrazione da sempre per i visitatori ma soprattutto per i bambini.
Pulcinella era nata il 3 marzo 1996 da Zigo e Zago, i due pinguini donati all’Aquario comunale dal Lloyd Triestino di Navigazione il 9 giugno 1986, dopo la morte (nel 1984) del loro famoso predecessore, il pinguino Marco. Il loro figlio precedente, Domino, venne invece al mondo l’11 agosto 1989 e morì, a 11 anni, il 7 novembre 2000.
Le cause della morte di Pulcinella saranno stabilite da un’autopsia veterinaria, tuttavia si sospetta una crisi renale subentrata con l’invecchiamento e acutizzatasi nel periodo di digiuno che accompagna la muta di fine inverno di questi animali.

Non sarà semplice ora trovare a breve nuovi pinguini che vengano ad accasarsi nel nostro Aquario continuando la lunga tradizione dei predecessori.
In merito va osservato infatti che i pinguini che dal 1953 si sono susseguiti nella struttura scientifico-museale delle Rive non sono mai stati acquistati di proposito, nell’intento di farli vivere in cattività in Aquario. Tutti sono stati frutto di donazioni da parte di privati, del Governo Sudafricano, oppure felicemente nati in cattività all’Aquario stesso.
Oggi però in Sudafrica i pinguini della specie in questione (Spheniscus demersus) sono purtroppo gravemente minacciati da un insieme di fattori quali il surriscaldamento, l’inquinamento, l’esaurimento delle riserve di pesca, il turismo balneare, tanto che nel corso dell’ultimo secolo si sono drasticamente ridotti, passando da oltre 1 milione e mezzo a meno di 60.000 ! E’ stata di conseguenza disposta la tutela della specie ed è pertanto molto difficile che il Governo Sudafricano acconsenta a una nuova donazione.
E d’altronde neanche il Servizio Musei Scientifici del Comune di Trieste intende recludere degli animali protetti e ormai rari. Per cui le soluzioni potrebbero essere o quella di riuscire a individuare eventuali altri esemplari di “Spheniscus demersus” nati in cattività e perciò non liberabili in natura – tenendo però presente l’opportunità di trovarne a questo punto almeno un minimo di due, meglio se quattro, per non farli vivere in solitudine – o di ricorrere invece a specie simili ma non così rare e minacciate, come potrebbe essere ad esempio il pinguino sudamericano della Terra del Fuoco, che però, abituato a climi molto più freddi rispetto al “cugino” sudafricano, necessiterebbe, come indicato anche da veterinari esperti e biologi marini, la messa in opera di radicali cambiamenti nella sala centrale dell’Aquario e complessi interventi di climatizzazione della vasca che l’ospiterebbe, facendo “virare” tutto l’ambiente verso atmosfere decisamente più gelide delle attuali.

Ufficio stampa Comune Trieste

E’ stato presentato ieri, presso il Museo dello Sport Diadora di Caerano San Marco, il Giro Donne 2010, la più importante competizione a tappe per il ciclismo femminile internazionale. All’evento hanno assistito, tra gli altri, il presidente di Geox Mario Moretti Polegato, il ministro del lavoro e delle politiche sociali Maurizio Sacconi, il presidente della Federazione Ciclistica Italiana Renato Di Rocco e il direttore del Giro Donne Giuseppe Rivolta. Il giro, alla 21/a edizione e lungo 921,900 km., partirà il 2 luglio da Muggia per tagliare il traguardo finale a Monza, davanti alla Villa Reale.

E’ stato un tentativo di suicidio quello del cittadino turco, residente a Trieste, trovato con una profonda ferita alla gola all’interno di un cassonetto della spazzatura, nel centro città. A chiarirlo agli investigatori della Squadra Mobile della Questura è stato lo stesso uomo, ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Cattinara, ma dichiarato fuori pericolo dai sanitari. Il cittadino turco ha infatti detto di aver cercato di uccidersi procurandosi un taglio al collo con una lametta. Secondo gli investigatori, il racconto è plausibile dal momento che in effetti all’interno del cassonetto, in mezzo alla spazzatura, sono state trovate delle lamette ed altre ipotesi non sono emerse dagli accertamenti compiuti e da quanto riferito dai possibili testimoni, persone residenti nella zona di via Galatti, in cui era situato il cassonetto, o avventori dei locali vicini. E’ possibile che l’uomo venga risentito domani dagli investigatori, per chiarire i motivi che l’hanno portato al gesto e a compierlo in un cassonetto.

“In Friuli Venezia Giulia i cittadini si aspettano dalle Amministrazioni provvedimenti concreti e non ‘fermi auto’ simbolici”: lo afferma, in una nota, il presidente del Wwf regionale, Roberto Pizzutti. Secondo Pizzutti, “il lancio della domenica senza traffico per il 28 febbraio da parte dei comuni di Milano e Torino non aiuterà a risolvere i problemi legati al traffico automobilistico nelle città, e avrà un valore di sensibilizzazione estremamente limitato, in quanto le amministrazioni comunali si sono limitate ad una adesione fredda e poco convinta, quando non hanno addirittura proclamato la completa inutilità dell’iniziativa (Trieste)”. Il Wwf propone alla Regione, in vista della imminente riorganizzazione dei trasporti pubblici regionali, unpiano serio di parcheggi periferici serviti da bus navetta, da realizzare nei quattro capoluoghi di provincia.

Uomo ferito alla gola e gettato in cassonetto a Trieste

Un cittadino turco, del quale none’ stato reso noto il nome, e’ stato rinvenuto con una profondaferita alla gola all’interno di un cassonetto della spazzatura,nel centro di Trieste. Il ritrovamento e’ avvenuto intorno alle ore 12.00, susegnalazione di una donna che aveva notato il corpo nelcontenitore. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Squadra Mobiledella Questura, assieme al 118 e ai Vigili del Fuoco, che hannoestratto l’uomo dal cassonetto.

La Lega Nord del Friuli Venezia Giulia esprime ”perplessita”’ sul management dell’Aeroporto di Ronchi dei Legionari e denuncia l’assenza di proposte per il rilancio dello scalo regionale. Lo ha affermato oggi il segretario del Carroccio, Pietro Fontanini, interpellato dall’ANSA dopo la riunione del Consiglio nazionale, svoltasi ieri sera. ”Abbiamo constatato – ha proseguito – che a questo punto dovremo chiedere a Venezia di salvare l’aeroporto, e’ l’unica soluzione che ci rimane”.

Un giovane di 19 anni, residente a Trieste, e’ stato salvato stamani, introno alle ore 4.00, dopo essere precipitato con lo scooter per circa 40 metri in una cava nel capoluogo giuliano. L’incidente si e’ verificato bordo nella zona di fronte all’ospedale di Cattinara, sopra il borgo di Longera. E’ stato lo stesso giovane ad avvertire il 118. Il giovane stava viaggiando a bordo del proprio scooter, di ritorno da una festa, quando si sarebbe fermato sul ciglio cella strada superando il muretto che delimita la carreggiata e cadendo in una cava di deposito materiali.

Due persone e alcuni poliziotti della Squadra Volanti della Questura, sono rimaste intossicate in un incendio divampato stamani in un appartamento a Trieste. Secondo i primi accertamenti, le fiamme si sono sviluppate a causa del cortocircuito di uno scaldabagno nella cucina dell’alloggio, occupato da una donna. Gli agenti, intervenuti assieme ai Vigili del fuoco e al 118, hanno prestato soccorso alla donna e a un’altra inquilina dello stabile, ma hanno dovuto anch’essi ricorrere alle cure dell’ospedale per l’intossicazione dai fumi prodotti dall’incendio.