19:50 - giovedì 17 maggio 2012

L’opinione di Daniele Damele: Grazie Papa Benedetto XVI per l’appello ai media: occorrono più rispetto e più pietà

daniele-damele-giornalista1Nel giorno dell’Immacolata Concezione Papa Benedetto XVI ha detto: ”Ci siamo abituati alle cose più orribili, siamo intossicati dal meccanismo perverso dei media che tendono a farci sentire sempre ’spettatori’ del male”. Qualcuno ha coraggio nel dargli torto? Nella cronaca resa da tv, carta stampata, radio, internet, c’è durezza e mancanza di sensibilità, rispetto, e pietà per le persone. Il Papa ha ricordato che “ogni giorno il male viene raccontato, ripetuto, amplificato, abituandoci alle cose più orribili, facendoci diventare insensibili e, in qualche maniera, intossicandoci, perché il negativo non viene pienamente smaltito e giorno per giorno si accumula e così il cuore si indurisce e i pensieri si incupiscono”.

Pensiamo, poi, a quante notizie vengono date senza curarsi di verificarne l’esattezza, la verità, di vedere alla fonte se quanto si scrive o riferisce è vero nelle forme indicate, spesso suggerite ad arte per fare male oppure no. E si pensi a quante insinuazioni, maldicenze, cattiverie, allusioni si riportano. Esiste anche chi non riesce a pubblicarle magari sul giornale per il quale lavora o collabora e allora le sussurra a qualche blogger che le pubblica incurante della verità, del rispetto, della pietà verso gli altri quasi come internet fosse una sorta di zona franca anarchica dove tutto si può. E così si può dare sfogo anche ai peggiori sentimenti che qualcuno cova dentro come spirito di rivalsa, antipatia o addirittura odio.

Che dire, poi, delle tante vittime innocenti, mariti, mogli, figli, genitori di persone che ogni tanto balzano in prima pagina o sui teleschermi e vengono sfruttate fino all’ultimo, ovvero finché la notizia e l’immagine attirano l’attenzione. E’ un meccanismo perverso, al quale non è oggidì possibile reagire, vittime di chi ha il “bazooka” della comunicazione in mano. Tutti siamo a rischio d’esposizione al pubblico. Senza pietà, o con una falsa pietà. Il Papa ha detto che “c’è invece in ogni uomo il desiderio di essere accolto come persona e considerato una realtà sacra, perché ogni storia umana è una storia sacra, e richiede il più grande rispetto”.

Sempre il Pontefice ha ricordato che “ciascuno contribuisce alla sua vita e al suo clima morale, in bene o in male. Nel cuore di ognuno di noi passa il confine tra il bene e il male e nessuno di noi deve sentirsi in diritto di giudicare gli altri, ma piuttosto ciascuno deve sentire il dovere di migliorare se stesso” per poi ricordare che “esiste anche l’inquinamento dello spirito che è quello che rende i nostri volti meno sorridenti, più cupi, che ci porta a non salutarci tra di noi, a non guardarci in faccia”.

”Le città – ha detto il Papa – sono fatte di volti, ma purtroppo le dinamiche collettive possono farci smarrire la percezione della loro profondità. Vediamo tutto in superficie. Le persone diventano dei corpi, e questi corpi perdono l’anima, diventano cose, oggetti senza volto, scambiabili e consumabili”.

L’appello del Papa è che “non serve condannare, lamentarsi, recriminare, ma vale di più rispondere al male con il bene. Questo cambia le cose; o meglio, cambia le persone e, di conseguenza, migliora la società”.

Daniele Damele

www.danieledamele.it

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