Venerdì 6 novembre debutta al Teatro Orazio Bobbio di Trieste “Capitano Ulisse” di Alberto Savinio, lo spettacolo prodotto lo scorso inverno dalla Contrada, dal Teatro Fondamenta Nuove di Venezia e dalla Biennale di Venezia e presentato nell’ambito del 40a Festival Internazionale di Teatro della Biennale.
“Capitano Ulisse” è un testo quasi inedito per gli spettatori: scritto da Savinio nel 1925 per la compagnia di Pirandello (che poi non lo mise mai in scena), lo spettacolo fu rappresentato appena nel ‘38, in un clima ostile, con la regia di Anton Giulio Bragaglia. Già poco rappresentati in Italia tutti i testi di Savinio, questo spettacolo in particolare fu ripreso poco o nulla.
Un’occasione irripetibile quindi per riscoprire un autore trascurato dai palcoscenici nazionali, in uno dei testi in cui più che altrove Savinio mette tutta la sua anima. Pur appartenendo infatti alla stagione giovanile dello scrittore (insieme ad opere come Hermaphrodito del ‘18, La casa ispirata del ‘20 e Angelica o la notte di Maggio del ‘27), “Capitano Ulisse” sa delineare con nitida precisione i tratti di una figura, quella di Ulisse, nella quale possiamo riconoscere il volto stesso dell’autore e l’insieme di coordinate che hanno guidato la sua esperienza letteraria per molti decenni. “Ulisse il Greco”, come Savinio (alias Alberto de Chirico, fratello di Giorgio), che nasce appunto ad Atene e nel quale l’esperienza infantile della terra natale traccerà un segno indelebile; “Ulisse il senza patria”, così come l’apolide Savinio, diviso tra la Grecia, Monaco, Parigi e l’Italia; “Ulisse, l’uomo della curiosità e della scoperta”, come Savinio, autore di indimenticabili prose di viaggio e di osservazione (si pensi solo ad Ascolto il tuo cuore, città).
Impegnativa e originale prova d’attore per i protagonisti di “Capitano Ulisse”, che vede Edoado Siravo rivestire i panni dell’eroe incompreso e quelli di Mentore, Vanessa Gravina nei ruoli delle tre donne desiderate da Ulisse, Circe, Calipso e Penelope, e Virgilio Zernitz nella duplice veste dello spettatore e dell’autore, che dialoga con il personaggio. Con loro in scena, gli attori della compagnia stabile della Contrada Maurizio Zacchigna (Euriloco, spettro di Ulisse, Alcinoo, Eumeo) e Marzia Postogna (Minerva, Mademoiselle Porcher, prima ancella di Circe), e due allievi diplomati dell’Accademia Teatrale “Città di Trieste”, Enrico Bergamasco (Telemaco, marinaio, Mercurio, principe ereditario) e Cristina Sarti (Euriclea, seconda ancella di Circe, cameriera, regina).