12:33 - venerdì 10 febbraio 2012

Al Museo Revoltella Leonor Fini

leonor-fini2L’inquietudine del novecento, a volte intrisa di magia, è tutta lì, al Museo Revoltella, dove al III, al V e al VI è aperta la seconda importante mostra italiana dedicata al talento pittorico, onirico e misterioso dell’ “l’italienne de Paris”, come Leonor Fini, Lolò in famiglia e per gli amici, veniva considerata insieme agli altri artisti connazionali nella capitale francese: “Un’iniziativa di portata sicuramente nazionale, ma anche internazionale per dimensione, importanza, numero e qualità dei prestatori” ha precisato l’assessore alla Cultura Massimo Greco “un po’ spostata cronologicamente, per motivi di approfondimento, sull’anniversario della nascita e della scomparsa, avvenuta nel 1996. Una grande rassegna, realizzata dal Comune di Trieste Assessorato alla Cultura-Civico Museo Revoltella in linea con uno dei temi forti della politica culturale del Museo, la riflessione sul novecento, che segue la prima esposizione italiana di livello del 1983, quando Franco Farina, direttore della Galleria d’arte moderna di Ferrara, volle far conoscere questo personaggio particolare, discusso e non tanto metabolizzato dalla nostra critica”. Greco ha ringraziato per l’intervento decisivo la Fondazione CRTrieste con il Segretario generale Paolo Santangelo, la Fondazione Kathleen Foreman Casali con il presidente Gianni Sadar e il vicepresidente Francesco Slocovich, la Regione FVG nella persona del Presidente della Commissione Cultura Piero Camber, che ha definito la Fini una rappresentazione tipica dell’emancipazione della donna triestina,e il presidente del Curatorio Sergio Pacor .
Maria Masau Dan, direttore del Revoltella, ha quindi rievocato la “genesi” della mostra, le difficoltà incontrate nel reperire materiali su Leonor a Trieste e la resistenza da parte dei collezionisti italiani: un potenziale empasse smorzato da un primo approccio con l’Archivio Fini di Parigi e poi superato dal contatto con i collezionisti/ galleristi americani Rowland Weinstein di S. Francisco e Neil Zukerman – CFM Gallery di New York, dimostratisi subito molto aperti e felici di collaborare a costi non impossibili. Tant’è che il primo ha messo a disposizione 20 quadri, il secondo 80. Così la mostra è diventata grande e tutti gli altri hanno aderito. Masau ha quindi ricordato la presenza di prestigiosi prestatori, come per esempio Valentina Cortese, conducendo la stampa in una interessante preview lungo il raffinato e inquietante fantasticare di Leonor Fini.

Marianna Accerboni

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