Le quattro Province del Friuli Venezia Giulia hanno siglato oggi, presso la sede della Provincia di Trieste il Protocollo d’intesa “La gestione delle Terre e Rocce da scavo alla luce delle novità normative introdotte dal D.lgs. 4/2008 correttivo all’art. 186 del D.lgs. 152/2006″. Il testo, condiviso dagli enti che regolano e controllano la gestione del ciclo dei rifiuti in Regione, propone linee guida operative sia per Comuni che per gli operatori di settore. Si tratta di un provvedimento a lungo atteso dagli operatori del settore edile che risolve un problema che si era creato negli ultimi tempi e che aveva reso estremamente difficile il riuso delle terre da scavo in edilizia. Il protocollo è frutto della collaborazione fra tecnici delle Province, (delle Direzioni Regionali dell’Ambiente e delle Risorse Agricole, Naturali e Forestali) e del Corpo Forestale Regionale, che quotidianamente si trovano a confrontarsi con le problematiche della corretta gestione delle terre e rocce da scavo. La norma esclude i materiali da scavo dal campo dei rifiuti a condizione che siano direttamente impiegate in altre opere edili individuate nel momento in cui i comuni rilasciano l’autorizzazione edilizia. Ma la necessità di “accoppiare” i lavori di scavo con quelli di utilizzo in altri cantieri ha creato problemi pratici enormi dovuti alla difficoltà di sincronizzare i lavori ed i rispettivi procedimenti di autorizzazione. Di conseguenza le terre da scavo sono state gestite spesso come rifiuti, con molti inconvenienti economici ed operativi, oltre che con rischi di abusi ed irregolarità. Il Protocollo d’Intesa fornisce delle proposte operative sulle procedure da seguire affinché sia certo il loro utilizzo sin dalla fase di produzione, siano rispettate le norme e sia tutelato l’ambiente.
Esso prevede:
1. il produttore del materiale con una semplice dichiarazione avvia il procedimento di riutilizzo;
2. le terre possono essere depositate anche in aree esterne al cantiere di scavo per un massimo di un anno, col permesso del Comune, in attesa dell’attivazione del cantiere di utilizzo;
3. per migliorare il loro riutilizzo, i materiali scavati possono anche essere trattati meccanicamente;
Nel Protocollo sono fornite inoltre informazioni sulle norme in uso in Slovenia e sulle condizioni di caso di esportazione o importazione. Dall’applicazione di questo Protocollo, la Provincia si attende una notevole semplificazione delle pratiche di riutilizzo dei materiali, con innegabili benefici per le attività del settore, ed al tempo stesso un adeguato livello di tutela dell’ambiente.
Hanno siglato il testo oggi a Trieste, gli assessori provinciali con delega all’ambiente Vittorio Zollia (Trieste), Mara Cernic (Gorizia), Enio De Corte (Udine) e Alberto Zorzetto (Pordenone).