
Si è conclusa sabato 4 luglio la seconda edizione del Festival Pianistico Internazionale del Maggio Grignanese organizzato dall’Associazione Musicale “Il Concerto”, con un recital presso la Chiesa delle SS. Eufemia e Tecla di Grignano della pianista leccese Valeria Vetruccio.
Già ospite della rassegna grignanese, la Vetruccio ha studiato con i maestri Aquiles Delle Vigne, Franco Scala e Riccardo Risaliti, ed ha cominciato a soli 15 anni un’intensa attività concertistica che dopo le maggiori città italiane l’ha portata al Mozarteum di Salisburgo, in Europa, e negli Stati Uniti, dove ha suonato alla celebre Carnegie Hall di New York. Negli USA ha studiato a Dallas con Joaquin Achucarro e Gyorgy Sandor, ed inoltre si è esibita in Messico con l’Orquesta Filarmonica de Jalisco.
Il programma di Grignano è iniziato con le Variations Serieuses di Mendelssohn, interpretate con eleganza e precisione; è stata poi la volta di Chopin, e precisamente la Berceuse, lo Studio op. 25 n° 1, il Preludio op. 45 e lo Scherzo n° 1. La Vetruccio suona con passione, supportata da una tecnica perfetta che non sembra mai essere messa in difficoltà neppure dai passaggi più virtuosistici: tutto è molto nitido e musicale, e la Vetruccio è a suo agio nonostante l’acustica difficile della chiesa.
La prima parte si è conclusa con la Rapsodia Ungherese n° 6 di Franz Liszt, anch’essa molto espressiva.
La seconda parte invece ha esplorato la parte più jazzistica dell’universo pianistico, a partire da “Somewhere Over the Rainbow” di Harold Arlen, che ha rivelato un’insospettata verve della Vetruccio, che ha proseguito con una serie di celebri pezzi di George Gershwin, “Summertime”, “Embraceable You”, “The Man I Love” e “I Got Rhythm”, interpretati con calore, energia ed autorità.
Ultimo brano in programma le Variazioni op. 41 del compositore ucraino contemporaneo Nikolaj Griševič Kapustin, che pur essendosi diplomato al Conservatorio di Mosca nel 1961 deve la sua fama alle sue composizioni jazz. Le Variazioni sono un brano di favoloso virtuosismo, che ha spinto all’ennesima potenza le qualità della Vetruccio, che ha mandato in visibilio il numeroso pubblico che riempiva la chiesa di Grignano. Come bis ed arrivederci la Vetruccio ha donato un altro standard di Gershwin, “Someone to watch over me”.
E anche noi diamo un arrivederci alla prossima edizione di questo bel Festival distintosi per la qualità delle proposte musicali e l’alto livello degli artisti intervenuti.

Alberto Godas 