Oggi, giovedì 30 aprile, sul sito della Provincia di Trieste, vengono pubblicati i risultati delle rilevazioni effettuate dall’Osservatorio provinciale dei Prezzi al consumo relativi al mese di marzo. I risultati saranno disponibili in forma cartacea presso l’URP di Piazza Vittorio Veneto 4 e in via Sant’Anastasio 3.
Nel mese di marzo, l’Osservatorio provinciale dei prezzi al consumo ha effettuato – presso 124 esercizi commerciali – le rilevazioni su circa 4.500 quotazioni relative a 87 prodotti previsti dal minipaniere provinciale. Dei beni e servizi, oggetto di rilevazione, è stato individuato il prezzo minimo, il prezzo massimo e quello del più venduto.
Le rilevazioni hanno confermato che i prezzi più bassi si distribuiscono su tutto il territorio provinciale con differenze significative; di conseguenza il consumatore che usa come criterio di scelta quello del prezzo più basso può trovare convenienti gli spostamenti.
Infatti, il dato provinciale, che si ottiene sommando per ognuno degli 87 prodotti quello con il prezzo più conveniente presente sul territorio provinciale, risulta pari a € 250,70 rispetto a Muggia € 302,20, a Trieste € 316,55 e a Duino-Aurisina € 317,41.
Nei comuni minori oggetto di rilevazione si osserva come il paniere, composto con i prodotti più venduti, risulti meno costoso del paniere medio, ciò denota che i consumatori si rivolgono preferibilmente a beni con un costo inferiore a quello medio.
La situazione si inverte qualora si consideri il comune capoluogo, il paniere contenente i prodotti più venduti costa 505,88€, mentre il paniere contenente i prodotti posti in vendita al prezzo medio costa 499,41€; ciò è dovuto ai diversi comportamenti dei consumatori triestini.
“Prezzi a Tavola”
Anche questo mese, i dati raccolti hanno permesso di stimare il costo giornaliero del pasto per diverse tipologie di persone. In questa rilevazione, l’attenzione si è concentrata sul costo di una dieta giornaliera di una persona anziana rientrante nella fascia di età superiore ai 75 anni.
L’elaborazione è basata sulle Linee guida per una sana alimentazione dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN) che prevede, per persone comprese in questa fascia d’età, un fabbisogno di 1.700 kcal. Incrociando le rilevazioni dei prezzi con le corrette abitudini alimentari emerge che la spesa giornaliera in provincia varia da 2,09€ a 8,71€ con una differenza di 6,62€; quindi il prezzo massimo che è pari a circa 4 volte il prezzo minimo.
Mediamente la spesa giornaliera provinciale per la dieta risulta di 4,83€ (prezzo medio)pari ad una spesa mensile nel mese marzo di 149,73€.
Per la stessa dieta, un anno fa, si spendeva l’8,06% in meno; quindi, in valore assoluto, l’aumento mensile a marzo su base annua è stato di 11,16€.
Analizzando l’andamento dei prezzi per i prodotti che compongono la dieta, la crescita maggiore annuale si registra nei biscotti, nella carne, nelle arance e nella verdura. Mentre la diminuzione maggiore si registra nell’olio e nel latte.