17:22 - domenica 12 febbraio 2012

27.02.09 CONFERITA OGGI A FULVIA COSTANTINIDES LA CIVICA BENEMERENZA DEL COMUNE DI TRIESTE. CONVENUTA IN MUNICIPIO PER LA CERIMONIA LA FOLLA DELLE GRANDI OCCASIONI

costantinidesFolla delle grandi occasioni stamane in Municipio per assistere alla cerimonia di conferimento della Civica Benemerenza del Comune di Trieste a Fulvia Costantinides, deliberata dall’Amministrazione in considerazione della sua instancabile opera in favore di Trieste e del suo prezioso e sensibile impegno di mecenate. In una Sala Consiliare gremita in ogni ordine di posti, e alla presenza delle principali autorità civili, militari e religiose cittadine, tra le quali il Vescovo mons. Ravignani, l’Archimandrita greco-orientale padre Gregorio Miliaris, la presidente della Provincia Bassa Poropat, il Rettore Peroni, con la Giunta Municipale quasi al completo e numerosi consiglieri di ogni parte politica, la cerimonia è stata aperta dal Presidente del Consiglio Comunale Sergio Pacor che ha rivolto un fervido indirizzo di omaggio alla “premiata”. Dopo Pacor, è toccato al Sindaco Dipiazza spiegare il significato e l’alto prestigio dell’istituto della Civica Benemerenza, illustrando quindi i motivi del conferimento. “Il vero elemento comune che passionalmente unisce tutti quei nomi (i premiati con la Civica Benemerenza, n.d.r.) è uno soltanto – ha detto Dipiazza -: l’amore incondizionato per Trieste, quell’amore che a volte spinge a compiere delle azioni di assoluto primato civile ed umano, mettendo magari in secondo piano l’interesse personale o una comoda inerzia di fronte ai problemi altrui. Ed è per questo motivo che il tuo nome, Fulvia, trova di diritto il suo spazio fra i cittadini benemeriti. Perché tu hai saputo amare Trieste non solo con i sentimenti e le parole, ma anche con i fatti, con quella concretezza che deriva dalla schiettezza del tuo personaggio, apparentemente esile, ma in realtà caratterialmente robusto e determinato.” “E’ grazie infatti alla tua generosità disinteressata e alla tua gentile caparbietà – ha proseguito il Sindaco – che oggi possiamo annoverare all’interno del patrimonio culturale del Comune molte opere di grande importanza artistica. Un segno, il tuo, di altruismo e di attaccamento a Trieste che trova pochi eguali nella nostra contemporaneità. Un gesto che da lustro al nome della famiglia Costantinides e che onora la memoria di tuo marito Giorgio, che tutti noi ricordiamo con grande affetto.” “….Stiamo infatti parlando del recupero di villa Sartorio, dei mosaici del Lapidario, del completamento del Museo Teatrale e del restauro del monumento di Giuseppe Verdi in piazza San Giovanni, solo per citare alcuni degli interventi realizzati per merito della tua generosità – ha detto ancora Dipiazza, ricordando i principali interventi di rinnovo e ripristino di siti culturali effettuati grazie al contributo determinante della famiglia Costantinides -. E dovrebbe far riflettere tutti il fatto che non stiamo parlando di una banca o di un’assicurazione, ma di una famiglia, l’unica a Trieste che attualmente si sta adoperando in un mecenatismo culturale di grande respiro.” “Oggi quindi vogliamo dirti che la tua città ti abbraccia calorosamente – ha concluso Roberto Dipiazza – e ti ringrazia per tutto quello che hai fatto e che vorrai ancora fare per Trieste, quella Trieste che – come diceva il nostro poeta – se piace è come un ragazzaccio aspro e vorace, con gli occhi azzurri e mani troppo grandi per regalare un fiore. Però oggi quel fiore Trieste ha saputo regalarlo a te Fulvia, con quel sentimento d’amore che si riserva alle persone speciali, proprio come sei tu.” Il Sindaco, offerto alla Costantinides un bell’omaggio floreale, ha quindi dato lettura della motivazione ufficiale della Civica Benemerenza, iscritta nei seguenti termini nella pergamena “protocollare” consegnata alla premiata assieme a una targa ricordo: “A Fulvia Costantinides, in nome dell’instancabile opera a favore di Trieste, ingentilita dalla sua simpatica caparbietà. Un impegno che ha consentito al Comune di annoverare un patrimonio artistico di opere e beni che ha arricchito l’offerta culturale della città”. E’ toccato infine a una evidentemente commossa Costantinides “replicare” con un intenso discorso di ringraziamento, con riferimenti personali e familiari ma anche ricco di “messaggi civili” e contenuti rivolti all’intera Città: “Sono commossa e emozionata come mai mi è accaduto – ha esordito la Costantinides -. Questo riconoscimento rinsalda l’amore che la famiglia Costantinides ha sempre avuto per Trieste…Lo considero un gesto pubblico di rispetto, di stima e di affetto.” (segue testo integrale del discorso). “Per me questo è un momento fortemente simbolico: mio suocero Costantino Costantinides, greco di Trieste, medico psichiatra, direttore dell’Ospedale Psichiatrico Provinciale, e mio marito Giorgio, esperto di fama europea in ambito scientifico e personalità di spicco della nostra Comunità greco orientale, hanno onorato con il loro impegno professionale e civile la nostra città. Per ricordare Giorgio, a partire dal 1996, ho realizzato numerosi interventi a favore dei Civici Musei di Storia e Arte e non solo di essi: il mio è un tributo d’amore per la città che amo, un tributo che vuole essere anche una espressione del ruolo significativo dei Greci e della loro presenza nello sviluppo della nostra città. A Giorgio dedico questo prestigioso riconoscimento, che desidero condividere con mio figlio Fulvio: con tutto il trasporto affettuoso di madre, a lui voglio esprimere pubblicamente la mia riconoscenza per avermi liberamente sempre supportata con affetto, profonda convinzione ed entusiasmo. Spesso penso che ho ormai la vita alle spalle; forse, come gli amici più stretti mi fanno notare, non è del tutto vero per una bisnonna: dedico dunque anche alla mia nipotina Carol, figlia di mia nipote Fulvia, luce del futuro, questo momento così significativo. Ho operato e continuo a operare con quello spirito libero che ha ininterrottamente contrassegnato la mia vita, per la rinascita dei musei, per sostenere associazioni di beneficenza, per diffondere la cultura, per far riconoscere il volontariato quale valore. Ho voluto mettermi al servizio della città, ad essa ho voluto e voglio ancora mettere a disposizione le mie energie migliori e le mie capacità. Voglio essere riconosciuta, con tutti i miei milioni di difetti, le mie ben note esternazioni e le mie intemperanze verbali, come una donna che ha fatto, che ha realizzato silenziosamente nella concretezza, senza guardare in faccia nessuno, sempre con doveroso rispetto, nella tradizione della famiglia Costantinides. In modo diretto, come è nel mio stile, voglio citare ora una persona a me molto cara, un uomo libero e leale, di indiscussa professionalità e generosità, creativo, concreto e determinato, un uomo del fare, un uomo degli obiettivi raggiunti per la città, Adriano Dugulin, direttore dell’Area Cultura e dei Civici Musei di Storia e Arte: abbiamo lavorato insieme, il suo entusiasmo e la sua energia mi hanno indirizzata nel percorso che ho intrapreso e sostenuta nel compimento dei progetti che ho voluto realizzare. Signor Sindaco, auspico che nel futuro, al di sopra delle correnti politiche, della partitocrazia e dei personalismi, Trieste trovi un percorso condiviso. Trieste, sono convinta, vanta un patrimonio di risorse umane che molti ci invidiano. Se è vero che, come molti dicono e scrivono, sono una mecenate – parola che a me non piace e non mi è mai piaciuta – voglio qui, oggi, nella mia nuova veste di cittadina benemerita, in questo momento così solenne, formulare con forza un auspicio: che Trieste ritrovi le energie e gli entusiasmi e la concordia che hanno caratterizzato i suoi anni più fervidi. Le critiche, il più delle volte fini a se stesse, le discussioni e gli attacchi non portano a nulla, o meglio allo sfacelo. Si rivelano utili solo in un contesto positivo, costruttivo. Mi auguro vivamente che coloro che stanno ai vertici dell’a
mministrazione pubblica, delle attività produttive, scientifiche e culturali, come i cittadini comuni, siano consci che il futuro si prefigura soltanto con la chiarezza e la certezza degli obiettivi da perseguire, con la condivisione, la solidarietà, la lealtà, la cooperazione per il raggiungimento di obiettivi collettivi, l’impegno incondizionato e un cosciente spirito di appartenenza e la consapevolezza della propria identità e delle potenzialità della cultura. In questo cammino non si deve dimenticare mai che Trieste ha un grande dono: qui vivono comunità che parlano lingue, professano religioni, hanno culture e nazionalità diverse. Questa ricchezza deve essere valorizzata per creare una nuova Trieste, città europea. L’amore ha guidato la mia vita e il mio impegno a favore della città: Signor Sindaco, Autorità, che l’amore sia anche per voi la straordinaria forza che vi possa guidare a mirare al bene supremo della nostra amata Città.” Il fervente intervento si è concluso tra i vivi e prolungati applausi di tutti i presenti, alzatisi in piedi. E che hanno alla fine tutti personalmente salutato e ulteriormente omaggiato la “Fulvia cittadina”. Da rilevare che immediatamente prima della cerimonia Fulvia Costantinides aveva siglato, come da tradizione, il Libro d’Oro del Comune di Trieste, scrivendovi il seguente messaggio: “Con tutto il mio amore per questa straordinaria città. Che diventi la grande città europea che io desidero da sempre.”

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